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Valanga al campo base del Manaslu. Simone Moro in salvo

Una valanga ha travolto parzialmente il campo base della spedizione al Manaslu (8.163 metri) di Simone Moro. L’alpinista bergamasco, avvertendo il pericolo, si era fortunatamente già portato in salvo con tutta la spedizione, scendendo alla cittadina di Samagaon. Alessandro Gherardi detto Geko, di Zogno, che aveva accompagnato l’alpinista bergamasco era già da tempo a valle e l’11 gennaio è tornato in Italia. Moro, 54 snni, – dopo tre tentativi andati a vuoto – è partito lo scorso primo dicembre all’assalto invernale del Manaslu, Nepal centrale, catena dell’Himalaya.

Con lui il basco Alex Txicon, nel tentativo di conquista della vetta. Moro che ha già raggiunto otto dei 14 ottomila al mondo, detiene il record di maggior numero di ascensioni in prima invernale sugli ottomila. Nei giorni scorsi al campo base erano scesi tre metri di neve e il pericolo valanghe era massimo livello.

“Solo una parte di campo base è rimasta intatta – spiega Moro su Facebook – sembra quella protetta dai cubi di ghiaccio che avevamo costruito in prima battuta Alex, io e il suo team. E pensare che qualcuno pensava che stessimo solo giocando con i Lego. Seguo sempre il mio naso e la mia esperienza e questa volta allontanarci dalla montagna ci ha salvato la vita. Essere andati a Samagaon o a Katmandu non è stata una fuga da bambini spaventati (come forse qualcuno credeva o crede) ma semplicemente la soluzione strategica più intelligente. Scalare in inverno richiede non solo speranza e motivazione, ma soprattutto tanta esperienza, tanto tempo (tre mesi), tanta pazienza, tanta logistica e budget, e tanta umiltà. Spero che quello che è successo mostri a tutti noi che è meglio seguire il naso e i consigli di chi è ancora vivo dopo 70 spedizioni”.

Se dico che dobbiamo prendere 1 settimana/10 giorni di freno – continua Moro – significa che deve essere fatto per salvare le nostre vite e non perché ho bisogno di un letto morbido e caldo. Il nostro ego spesso ci uccide perché ci sentiamo in competizione o osservati dall’esterno. Le persone che vogliono combattere nella neve alta, che vogliono accelerare, correre o mostrare come possono resistere ciecamentenel pericolo sono solitamente morti e Alex e io non vogliamo che nessuno di noi muoia sul Manaslu”.

Mercoledì 12 gennaio 2022