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Super climber, a Luca Masarati di Brembilla il “Premio Camòs 2022”

“Per il livello tecnico raggiunto, perché volontario del Soccorso alpino e per aver aperto ultimamente anche nuove vie, l’ultima in Presolana”. Così Gianandrea Tiraboschi di Zogno, presidente del Gruppo di climber “Camosci”, commenta il Premio Camòs 2022″ assegnato quest’anno a Luca Masarati, 29 anni, di Val Brembilla, volontario del soccorso alpino, climber di lunga data.

La consegna del premio, una targa in legno con il nome di Camòs – l’alpinista di San Pellegrino Bruno Tassi, morto in un incidente stradale la vigilia di Natale 2007 – è stato il raduno annuale che si tiene a Cornalba, sulla falesia della Corna Bianca, organizzato dal gruppo di climbers fondato proprio da Tassi.

“Quando ancora c’era Bruno – ricorda Gianandrea Tiraboschi – l’appuntamento alla Corna Bianca era una gara vera e propria. Con la scomparsa del Camòs è stata trasformata in un raduno in amicizia, durante il quale consegniamo anche un premio a ricordo proprio di Camòs. Negli anni è stato assegnato, tra gli altri, a Simone Moro, Mario Curnis, Yuri Parimbelli e Mauri Tasca. Ora a Luca Masarati che negli ultimi anni ha dimostrato un grande talento”. A lui, oltre alla targa in legno, anche un “friend”, attrezzo di sicurezza per l’arrampicata, ma in questo caso anche come segno di amicizia del raduno.

Al raduno a Cornalba, tenutosi domenica 16 ottobre, hanno preso parte circa 200 appassionati di arrampicata, provenienti da tutta la Lombardia ma anche dal Trentino Alto Adige.

“Ricevere il premio Camòs è stato un grande onore e un’emozione indescrivibile – dice Luca – . Purtroppo io Bruno non l’ho conosciuto personalmente. Ho però assaporato la grande eredità che ci ha lasciato: falesie, vie e soprattutto i tanti amici a cui ha trasmesso qualcosa di speciale. Molti di questi a loro volta hanno passato a me la passione che lui aveva per la montagna e per l’arrampicata in ogni sua forma. Mi sento di doverli ringraziare per questo, in particolare, Paolo Gervasoni e Mauro Scanzi, che da quando ero “bocia” hanno creduto in me e hanno investito il loro tempo per insegnarmi e spingendomi sempre a far meglio, facendomi appassionare sempre di più e trasmettendomi anche la spinta a chiodare a mia volta. Ho sempre trovato qualcosa di speciale in chi scalava con Camòs, ogni persona aveva un aneddoto che trasudava di passione per la scalata e per la montagna, e credo che questa sia la cosa più preziosa che Bruno abbia lasciato a tutti noi. Un grande ringraziamento a tutto il gruppo Camosci che si impegna sempre nell’organizzare questa bellissima giornata di festa”.

Immagini del raduno

Mercoledì 19 ottobre 2022