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Parco dello Stelvio: resti delle prima guerra mondiale

Il Parco dello Stelvio gestito da Regione Lombardia è stato attenzionato dalla stampa internazionale dopo il ritrovamento di resti della guerra bianca a seguito dello scioglimento dei ghiacciai.
Il cambiamento climatico ha portato alla scoperta di questi resti, lo scioglimento de ghiacci che ricorda il fenomenale ritrovamento nel 1991 di “Otzi”, una mummia risalente a 5.300 anni fa.
Il rinvenimento di una baracca Austro-Ungarica della Prima Guerra Mondiale, collocata in una grotta artificiale sulla cima del Monte Scorluzzo (metri 3094), picco che sovrasta il Passo dello Stelvio è stato seguito dall’avvio del progetto di recupero sviluppato dal Parco con il Museo della Guerra Bianca di Temù, la valorizzazione e musealizzazione della baracca stessa e delle centinaia di reperti rinvenuti al suo interno, perfettamente preservati dai ghiacci. Tra questi: “letti di paglia, vestiti, lanterne, giornali, cartoline, monete, cibo in scatola e ossa di animale, svuotate del midollo”.
L’attenzione della stampa internazionale testimonia l’eccezionalità del ritrovamento su cui Regione Lombardia ha creduto sin da subito investendo importanti risorse in un accordo di programma con i comuni dell’Alta Valtellina per la musealizzazione dei reperti. Questo grande lavoro di recupero verrà esibito in un museo in apertura a Bormio nel 2022, sarà un museo di ultima generazione che ospiterà una completa ricostruzione della baracca e tutte le centinaia di reperti rinvenuti e recuperati grazie al finanziamento di Regione Lombardia.

Venerdì, 7 maggio 2021