Il portale della Valle Brembana e delle Orobie

Home Redazionale Storie di vita e di montagna Maestri di sci fermi da un anno

Maestri di sci fermi da un anno

A soffrire della chiusura delle stazioni di turismo invernale non ci sono solo i gestori degli impianti di risalita, gli albergatori o i ristoratori, come tutto l’indotto che basa la propria attività sulla stagione sciistica, ma anche la categoria dei maestri di sci, fermi dallo scorso marzo e che resteranno esclusi da riaperture almeno fin dopo le festività natalizie, periodo di loro massimo impegno e pari al 50% del loro fatturato annuo.

Il consigliere regionale Paolo Franco ha fatto proprie le loro preoccupazioni, scrivendo ieri una lettera agli assessori Martinanzoli (Sviluppo Economico) e Cambiaghi (Sport e Giovani), nella quale si chiede di intervenire almeno con un indennizzo “una tantum” pari a duemila euro a favore dei maestri di sci con partita IVA individuale. Questo nel quadro del piano “sì Lombardia” che prevede diversi indennizzi a favore delle categorie più colpite dalle chiusure governative unitamente ai bonus ed alle azioni congiunte a favore di tutta l’area montana lombarda.

Dal canto loro i maestri di sci hanno ben presenti i problemi della salute dei cittadini e proprio per questo avevano previsto linee guida e di comportamento per le attività, che avrebbero garantito la sicurezza del cliente e che sarebbero state abbinate a quelle previste dagli impiantisti.

Ad esempio si sarebbe potuto permettere ai maestri di fare lezione con i propri clienti, in piccoli gruppi, come professionisti con lezioni private senza creare assembramenti e permettere loro di accedere agli impianti, come viene previsto per i tesserati Fisi.

Ma le professioni della montagna probabilmente sono sempre sottovalutate. I maestri di sci portano sulla neve tanti bambini, ma non si tratta solo di discesa come divertimento, ma anche di attività didattica: i bambini imparano anche a stare all’aperto e in gruppo, pure nel rispetto delle regole.