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Averara, dopo mezzo secolo in cima alla “Torre dimenticata”: 70 metri da sogno per quattro climbers

E’ un monolito straordinario, alto 70 metri, slanciato e quasi perfetto parallelepipedo a base quadrata. “Dritto come un birillo, occhieggia Santa Brigida dal sommo della dirupata Val Mora, dove il puro verrucano incontra i verdi e ampi pascoli del Montù e il Dosso Gambetta”, scrive il climber Luca Serafini.

I quattro protagonisti dell’ascesa

Siamo in alta Val Mora, sopra Averara, a 20 minuti di cammino dal decimo tornante del passo San Marco (baita Ancogno). E’ qui che si trova la parete di arrampicata che il 15 maggio quattro amici hanno riscoperto e risalito dopo forse più di mezzo secolo dall’ultima scalata (di ignoti). Loro sono Luca e Marco Serafini di Bergamo, Davide Bonfanti di Ospitaletto (Brescia) e Fabio Bizzoni di Bonate Sopra. Settanta metri di ascesa fino alla terrazza sommitale, “invitante e comodo come lo spazio aereo di un lussuoso attico condominiale”, scrive ancora Luca Serafini.

“Abbiamo battezzato questo spettacolare punzone di roccia – continua Serafini – la “Torre dimenticata” in onore dei primi ignoti salitori (tracce di salita sul versante ovest). La via Re Mugo risale la torre da sud passando all’interno dell’enorme scaglia che le poggia contro. Il primo tiro si sviluppa all’interno del cunicolo tra la scaglia e la torre vera e propria. In uscita dagli ultimi passi aggettanti, il Re Mugo ci tende la mano in forma di una radice, permettendoci di uscire da un rimonto delicato. Siamo al cospetto di un mugo maestoso che ha colonizzato l’intero terrazzo sulla sommità della scaglia. Il secondo tiro permette di saltare dalla scaglia alla torre, risalendo il masso che le collega. È un tiro molto esposto, a picco sul vuoto del cunicolo della prima lunghezza. L’ultimo tiro è breve, ma intenso“.  Qui il racconto della salita.

Un momento della salita

Un vero paradiso da sfidare per i climbers, una palestra naturale dallo scenario fantastico. Eppure solo due chiodi ormai arrugginiti in vetta testimoniano che qualcuno lassù ci era arrivato, molto probabilmente qualche decennio fa. L’appello dei quattro climbers? Chi risalì all’epoca la “Torre dimenticata”?

La vista dalla vetta sulla Val Mora

Difficoltà: 6b/A0 attrezzata a fix

Dislivello: 50 metri, sviluppo 65 metri
Roccia: Verrucano

Tempo impiegato: ore 2:00 dall’attacco

Avvicinamento: 20 minuti

Mercoledì 18 maggio 2022