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Arrampicata ai Piani di Bobbio: svelati dopo 48 anni i pionieri dello Spigolo dei Bergamaschi

E’ una delle arrampicate più conosciute dagli appassioni lombardi: si tratta dello Spigolo dei Bergamaschi, sullo Zucco Pesciola, zona Campelli ai Piani di Bobbio, in territorio Lecchese. Ancora oggi, però, le guide del settore non danno il nome di chi per primo salì quella parete rocciosa e il motivo di quella denominazione “dei Bergamaschi”. A 48 anni di distanza, documenti alla mano, ecco spuntare i pionieri di quella che è diventata una classica dell’arrampicata lombarda.

Furono Luca Serafini, classe 1957, di Bergamo (oggi residente a Mozzo) e ricercatore all’Istituto nazionale di fisica nucleare, e Daniele Malgrati, oggi 71enne, medico fisiatra, già docente universitario. Entrambi istruttori di alpinismo.

“FU IL RIFUGISTA CASARI A BATTEZZARLO COSI”

“Qualunque sito internet plurireferenziato – racconta Serafini, alpinista dall’età di 12 anni, oggi animatore del forum di Valbrembanaweb – al clic “Spigolo dei Bergamaschi” riporta la relazione tecnica completa della salita, classificandola come una delle belle classiche di IV grado dei Campelli, ma senza alcun indizio sui primi salitori. E al pari di tutte le altre classiche dei Campelli, anche lo Spigolo dei Bergamaschi ha beneficiat odi un restyling completo ad opera dei Ragni di Lecco che lo hanno reso una scalata godibile in sicurezza”.
“Eppure qualcuno ai Piani di Bobbio deve sapere perché si è deciso di chiamarlo così: forse Fulvio Casari, ospitando e rifocillando nel suo rifugio due ragazzotti bergamaschi di ritorno dall’apertura della via, spariti poi nel nulla insieme alle promesse di stesura della relazione tecnica, decise di battezzarlo così. Giusto per ricordarne le origini. Da lì in poi tutti si sono adattati al nome, che oggi resta persino inciso sulla roccia alla base del primo tiro di corda”.

Daniele Malgrati (a sinistra) e Luca Serafini all’epoca della salita


“Spigolo dei Bergamaschi: che ricordi… sapevamo di aver aperto una via ma eravamo ancora scarsamente consapevoli. Ci sono voluti 48 anni per fare il “claim”: i primi salitori sono Daniele Malgrati e il sottoscritto. Era il 14 settembre 1974,circa 48 anni fa, come testimoniato da un vecchio diario alpinistico manoscritto, andato perso tra Los Angeles, Milano, Roma e Rio de Janeiro, e recuperato miracolosamente intatto. Se non avessi ritrovato il diario nemmeno mi ricordavo che lo Spigolo dei Bergamaschi fu la mia prima “prima”
Ecco, dunque, più sotto l’inizio delle 13 pagine che documentano quella storica data per l’arrampicata lombarda: descrivono la genesi della concezione arrampicatoria dello Spigolo dei Bergamaschi, il timore mio e di Daniele di fronte alla nostra prima “prima” e tutto ciò che questo battesimo del fuoco rappresentava in termini di incertezza sul nostro successo e sulla possibilità di ritornare a casa incolumi (rigorosamente con gli scarponi e i chiodi).

Luca Serafini sull’Alben
L’inizio del manoscritto che ricorda l’ascesa del 14 settembre 1974

Martedì 30 agosto 2022