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Lupi: ministro Cingolani apre all’abbattimento, dura reazione del mondo animalista

Le parole sui lupi del ministro della transizione ecologica Roberto Cingolani hanno creato un caso. Il ministro, rispondendo a un’interrogazione parlamentare sui danni agli allevamenti, ha affermato che “potranno essere valutate azioni e interventi differenziati su base regionale e subregionale, e ciò potrà prevedere anche deroghe per la cattura e abbattimento delle specie protette”.

Nella nostra provincia i casi più eclatanti di avvistamenti di lupi risalgono al 2017-18: grazie a delle fototrappole esemplari erano stati fotografati a Valleve, Cassiglio e Serina. A Foppolo, nell’estate 2017, un lupo sbranò una trentina di pecore. Poi, per alcuni anni, non vi sarebbero state più segnalazioni, ma il numero di capi in Lombardia sarebbe sottostimati. Branchi si sa che stanziano nel Comasco, al confine con la Svizzera, ma anche in Val Camonica, al confine con le Orobie. Lo scorso settembre predazioni attribuite dai pastori ai lupi si sarebbero verificate a Rovetta e Gandino, anche se la Polizia provinciale non ha mai confermato.

Dura la reazione del mondo animalista alle parole del ministro Cingolani. L’Ente Nazionale Protezione Animali (Enpa) ha invitato il ministro ad intervenire con decisione nell’applicazione di ogni strumento di prevenzione. Le ipotesi di uccisione dei lupi hanno già mosso la protesta di milioni di persone e non solo attraverso i social ma anche con sit-in e manifestazioni.

Per l’Enpa “il Piano Lupo redatto in precedenza e arenatosi a causa della contrarietà delle regioni, conteneva un’ottima strategia di prevenzione da attuarsi con 22 azioni concrete che avrebbero eliminato ogni conflitto sociale, tutelando questa specie così preziosa e rara. Ma non contemplava l’ipotesi degli spari, fortemente sostenuta da cacciatori e allevatori estremisti e non virtuosi”.

“Anziché preoccuparsi di accontentare alcune regioni – conclude l’Enpa – il Ministero si occupi dei lupi come specie sempre più minacciata dal bracconaggio, dall’antropizzazione, dal fenomeno del randagismo e dei cani vaganti di proprietà non sterilizzati – a cui è legato il rischio di “ibridazione” della specie -, dal disturbo venatorio che scippa loro territori, dalla cementificazione. Ribadiamo che le uccisioni – come dimostrano eminenti studi scientifici tra cui quello dell’Eurac – a causa della disgregazione dei branchi, aumentano gli episodi di predazione del bestiame e l’avvicinamento dei lupi a territori antropizzati, anche attratti dai rifiuti”.

“Tutti i precedenti inquilini del Ministero dell’Ambiente hanno sempre intuito che uccidere i lupi non ha alcun senso dal punto di vista della prevenzione dei danni, chiediamo quindi al Ministro Cingolani di cancellare ogni ipotesi di aprire una nuova ‘caccia ai lupi'”, dichiara in un comunicato Massimo Vitturi, responsabile LAV, Area Animali Selvatici.

Sabato 4 dicembre 2021