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Un incubo: la variante di Zogno non aprirà a fine giugno

Quello che è un sogno inseguito per anni dalla comunità brembana, dal lontano 1992, la ormai leggendaria “Variante di Zogno”, sta forse diventando perfino un incubo: quei quattro chilometri e trecento metri, dei quali 2.850 metri scavati in due gallerie, non sono ancora percorribili se non dai mezzi di lavoro.

Tutto sembrava pronto per la sua apertura, alla fine di questo mese di giugno, con enormi benefici attesi per la viabilità in questo tratto molto trafficato della ex Strada Statale n.470: l’ultimo sopralluogo era quasi sembrato una semplice formalità ed il programma della cerimonia d’inaugurazione era già sul tavolo delle autorità locali.

Ma le brutte sorprese sono spesso dietro l’angolo e si dimostrano sempre in grado di mettere il bastone fra le ruote anche alle più efficienti macchine organizzative: questa volta ad emergere al termine degli esami e a determinare il rinvio di almeno un mese alla tanto attesa promozione sono stati alcuni problemi da risolvere sul versante nord, al confine con San Pellegrino, dove durante i lavori di scavo si è riscontrata l’assenza di un appiglio roccioso sul quale fissare il muro di sostegno del piano stradale, con la conseguente necessità di realizzare un’alternativa su pali di cemento armato.

Questa purtroppo non è la sola sorpresa negativa, perché anche l’impianto antincendio della galleria «Monte di Zogno» non sembra adeguato alle più recenti normative di sicurezza e andrebbe modificato aumentando il numero di estintori e di colonnine, rendendo automatico l’intero impianto idraulico. I lavori di adeguamento comporterebbero un ulteriore costo pari ad un milione e mezzo di euro.

A questo punto il dovere di cronaca ci impone di rivolgere ai responsabili del progetto un’unica, precisa domanda: perché questi problemi emergono solo oggi, così a ridosso dell’inaugurazione, dopo che i collaudi di gennaio non avevano rilevato simili lacune? Chissà se qualcuno, al Pirellone o in via Tasso a Bergamo, sentirà il dovere di chiarire questo mistero, dal momento che né Selina Fedi, sindaco di Zogno, né suoi delegati sembrano avere la titolarità del progetto.

Pur se la Comunità Montana della Valle Brembana non ne è coinvolta e non ha tanto meno alcuna responsabilità nel ritardo, il Presidente Jonatan Lobati ha voluto comunque esprimere a caldo un auspicio su una rapida conclusione dei lavori: «Confidiamo che si proceda il prima possibile e che si approfitti del mese di luglio per completare anche tutta la documentazione necessaria per il collaudo così da non perdere ulteriore tempo, perché è importante che il percorso in galleria venga aperto per l’estate con l’obiettivo di lanciare un segnale forte ad un territorio in grande difficoltà».

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Giovedì, 17 giugno 2021