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Le perplessità di Alex Galizzi sulla strategia del PD in Regione

Lo scorso martedì 29 giugno il Consiglio Regionale della Lombardia ha votato ed approvato con 40 voti favorevoli e 26 astenuti, tutti di minoranza e con nessun voto contrario, il documento generale di strategia per la montagna lombarda, preceduto dalla nota “risoluzione n.49. della Commissione Speciale Montagna.

Alex Galizzi, consigliere regionale in quota Lega al Pirellone, sembra non aver apprezzato certe “marchette elettorali”, come lui le definisce, imposte dal Partito Democratico che, a suo giudizio, non comporteranno alcun vantaggio per le popolazioni montane ma serviranno unicamente per le prossime consultazioni popolari.

Galizzi si riferisce in particolare agli ordini del giorno presentati dal PD in modo «vigliacco e strumentale» su ospedali ed accordi di programma territoriali «che non avevano alcuna attinenza con il documento di interesse generale che era al voto», a suo parere con l’unico obiettivo di ottenere una bocciatura per screditare gratuitamente i colleghi di maggioranza impegnati al contrario per ottenere risultati concreti per i cittadini e per i territori.

«Con coerenza ho votato convintamente “no” a tutti i loro “spot elettorali”, uno dopo l’altro – rivendica con grinta Galizzi -: tutti siamo capaci di fare la lista della spesa e siamo ancora più bravi quando non dobbiamo fare noi i conti».

C’è il forte sospetto che il PD, elemento fondamentale della maggioranza che sostiene il governo nazionale, non abbia alcun interesse a modificare il DM 70 né a far affluire maggiori risorse economiche ad una regione come la Lombardia «che rappresenta il 17% della popolazione nazionale, continuando a difendere la linea di trattenere a Roma i 54 miliardi annui versati dai cittadini lombardi».

Alex Galizzi aggiunge che «Regione Lombardia ogni anno ha la disponibilità di circa 25 miliardi di cui 20 investiti nella sanità e l’esigua rimanenza per tutto gli altri capitoli di spesa in Lombardia, mentre ulteriori 54 Miliardi – rimarca Galizzi con forza –  grazie soprattutto alle politiche del PD ma non solo, restano a Roma».

L’attacco ad alzo zero di Galizzi nei confronti della sinistra in Regione tocca argomenti “caldi” per la provincia bergamasca, come la variante di Zogno e l’Ospedale di San Giovanni Bianco: «Ieri abbiamo dovuto ascoltare anche accuse gratuite nei confronti di Regione Lombardia sul ritardo della variante di Zogno, forse dimenticando o ignorando che si sono persi tre anni per il sostanziale disinteresse di un’amministrazione provinciale a guida PD insieme ad altri».

«Voglio riconfermare la mia attenzione e quella di Regione Lombardia al nostro piccolo ma per noi essenziale ospedale vallare di San Giovanni Bianco e spero che venga fermata la “macchina del fango” che da anni qualcuno alimenta facendo credere che la nostra struttura vada messa in discussione. Noi lavoriamo per migliorarlo e per costruire non per distruggere».

Per concludere con l’ultimo affondo: «In Regione Lombardia stiamo anche lavorando per riscrivere la legge regionale sulla sanità lombarda, combattendo anche contro l’ostruzionismo di “qualcuno” che continua a perseguire i propri obiettivi personali e di partito a danno della comunità e dei servizi».

Giovedì, 1 luglio 2021