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Mozione del Comune di San Pellegrino in merito all’Ospedale di San Giovanni

Da San Pellegrino ci è pervenuta una vigorosa mozione approvata dal Consiglio Comunale in data 23 settembre 2021, nella quale viene trattato in tutte le sue implicazioni il rilevante problema del Presidio Ospedaliero di San Giovanni Bianco. Data l’importanza dell’argomento se ne riporta qui integralmente il testo.

«IL CONSIGLIO COMUNALE DI SAN PELLEGRINO TERME

– visti gli innumerevoli documenti e prese di posizioni di Istituzioni, Gruppi, Associazioni, realtà sociali e cittadini riguardanti la progressiva chiusura e ridimensionamento dei servizi presso il Presidio Ospedaliero di San Giovanni Bianco e ravvisata nuovamente l’urgente, assoluta necessità di chiedere a tutela del diritto alla salute dei cittadini della Valle Brembana, l’immediata adozione di provvedimenti che consentano il superamento dell’attuale inaccettabile situazione;

– richiamati al riguardo i documenti approvati recentemente all’unanimità nell’Assemblea dei Sindaci dell’Ambito Territoriale della Valle Brembana in data 5 ottobre 2020 e dall’Assemblea della Comunità Montana della Valle Brembana il 13 ottobre 2020;

– rilevato altresì che negli ultimi mesi sono state promosse e attuate una serie di iniziative di mobilitazione a cura di Comitati e Gruppi di cittadini costituitisi in modo spontaneo in Valle Brembana per la salvaguardia del Presidio Ospedaliero tra le quali si ricordano la raccolta di firme promossa dal Gruppo “Segnalazioni in difesa dell’Ospedale di San Giovanni Bianco” sottoscritta da ben 10.000 cittadini residenti/domiciliati in Valle Brembana e la manifestazione pubblica “Salviamo il nostro Ospedale” svoltasi nel Comune di San Giovanni Bianco il 7 agosto scorso;

– evidenziato come lo smantellamento e il ridimensionamento dei servizi e delle prestazioni presso il Presidio Ospedaliero di San Giovanni Bianco destano una sempre più forte ed estesa preoccupazione nella popolazione della Valle Brembana;

– rilevato che nel periodo dell’emergenza sanitaria il Presidio Ospedaliero di San Giovanni Bianco è risultato un punto di riferimento di fondamentale importanza per i bisogni dei cittadini della Valle Brembana e non solo, grazie anche all’abnegazione e al servizio generoso garantito da medici, infermieri e personale dipendente;

– considerato che la funzione e il prezioso ruolo svolti dal Presidio Ospedaliero uniti ai sentimenti di gratitudine e di riconoscenza per l’attività garantita del personale della struttura nel periodo dell’emergenza, sono stati manifestati dalla popolazione della Valle Brembana in tutte le sue espressioni, attraverso una serie di iniziative di raccolta fondi a favore dell’Ospedale;

– rilevato che proprio sulla scorta delle tremende vicende di questi mesi era convinzione comune che si fossero creati i presupposti e le condizioni per il riconoscimento dell’importanza del Presidio Ospedaliero e per il rilancio della sua attività al servizio della gente brembana;

– considerato al contrario che le già singolari modalità di funzionamento ed erogazione dei servizi della struttura ospedaliera si sono ulteriormente modificate in termini negativi con una nuova riduzione e impoverimento delle attività e dei servizi erogati che mettono a rischio la salute dei cittadini della Valle Brembana e che sono fonte di gravi disagi che stanno suscitando nuove proteste e timori riguardo al futuro della struttura ospedaliera;

– evidenziato che la vigente normativa (DM 70/2015), classifica il P.O. di San Giovanni Bianco, Presidio Ospedaliero di base e che l’allegato 1, paragrafo 2 (classificazione delle strutture ospedaliere), punto 2.2 del citato DM prevede quanto segue: “I presidi ospedalieri di base, con bacino di utenza compreso tra 80.000 e 150.000 abitanti, salvo quanto previsto dal successivo punto 9.2.2 (Presidi Ospedalieri in zone particolarmente disagiate come la Valle Brembana), sono strutture dotate di sede di Pronto Soccorso con la presenza di un numero limitato di specialità ad ampia diffusione territoriale: Medicina interna, Chirurgia generale, Ortopedia, Anestesia e servizi di supporto in rete di guardia attiva e/o in regime di pronta disponibilità sulle 24 ore (h.24) di Radiologia, Laboratorio, Emoteca. Devono essere dotati, inoltre, di letti di “Osservazione Breve Intensiva”;

– tenuto conto che il Presidio Ospedaliero di San Giovanni Bianco risulta struttura di riferimento oltre che per la popolazione dei 37 Comuni della Valle Brembana (Ambito Territoriale Valle Brembana) anche per i 20 Comuni della Valle Imagna- Villa d’Almè (Ambito Territoriale Valle Imagna-Villa d’Almè) per una popolazione complessiva di circa 95.000 abitanti;

– rilevato altresì che il Presidio Ospedaliero di San Giovanni Bianco è inserito nell’ASST Papa Giovanni XXIII con territorio di riferimento il Distretto di Bergamo che comprende 63 Comuni con una popolazione complessiva di 247.000 abitanti e che alcune prestazioni rese presso la struttura ospedaliera brembana (esempio interventi programmati di chirurgia e ortopedia) si rivolgono alla popolazione dell’intero Distretto di Bergamo;

– rilevato che l’ASST Papa Giovanni XXIII ha espressamente dichiarato che per la maggior parte dei servizi la presenza medica nei vari reparti è garantita soltanto dal lunedì al venerdì nella fascia oraria 8.30/17.30 certificando nella sostanza che il Presidio Ospedaliero di San Giovanni Bianco funziona per sole 9 ore giornaliere, anziché h 24 e soltanto dal lunedì al venerdì;

– considerato peraltro che la presenza del personale medico nei Reparti di Ortopedia (per lunghi anni cuore ed eccellenza dell’Ospedale di San Giovanni Bianco) e di Chirurgia è garantita limitatamente all’effettuazione di interventi programmati nei giorni feriali e non è pertanto possibile per tali specialità, assicurare con la necessaria continuità, l’indispensabile supporto al funzionamento e alle urgenze del Pronto Soccorso neppure nella fascia oraria 8.30/17.30 dal lunedì al venerdì;

– rilevato il consistente ridimensionamento del Presidio Ospedaliero di San Giovanni Bianco ravvisabile nel sostanziale dimezzamento del numero dei posti letto, passati nell’arco di pochi anni da 130 a 68 posti letto;

– evidenziato che nelle giornate di sabato, domenica e festivi viene disposta la stessa chiusura del Reparto di Chirurgia con eventuale spostamento/trasferimento dei degenti ancora presenti (spostamento nel Reparto di Medicina – trasferimento all’Ospedale Papa Giovanni XXIII);

– considerato che l’organico dei medici e dei primari presso il Presidio Ospedaliero di San Giovanni Bianco è passato nell’arco di pochi anni rispettivamente da 37 a 20 e da 8 a 1;

– rilevato che ad oggi non è stata ingaggiata in alcun modo rispetto alla programmazione territoriale, la preesistente rete dei servizi che fanno capo al Distretto della Valle Brembana e che storicamente gestisce i servizi stessi sul nostro territorio;

– ritenuto che l’affermazione della Dirigenza dell’ASST Papa Giovanni XXIII secondo la quale “nelle ore serali e notturne e durante il fine settimana, il servizio con particolare riguardo alla reperibilità per chirurgia e ortopedia viene garantito dal personale presente al PG23” (nota ASST Papa Giovanni XXIII prot. 68392/2019 del 19/12/2019) sia oltre che in evidente, stridente contrasto con quanto illustrato e con le norme di legge sopra richiamate, una inaccettabile beffa e solenne presa in giro per tutti i cittadini della Valle Brembana;

– evidenziato in particolare che i riflessi sull’attività del Pronto Soccorso della reperibilità garantita dal personale presente al PG23 nelle ore serali e notturne e durante il fine settimana e i giorni festivi, si sostanziano nella oggettiva necessità del trasferimento – tanto nelle ore serali e notturne quanto nei fine settimana – della quasi totalità di coloro che in tali orari e giornate accedono al Presidio Ospedaliero per un bisogno sanitario urgente o nel loro rinvio al giorno successivo;

– sottolineato che il Presidio Ospedaliero di San Giovanni Bianco è posto a tutela del diritto alla salute dei cittadini residenti in un’area montana, con una forte componente di popolazione anziana, che dista dall’Ospedale Papa Giovanni XXIII anche oltre 60 Km e che tale distanza non può consentire il funzionamento del Presidio Ospedaliero, per servizi di indubbia e indiscutibile prioritaria importanza, per sole 9 ore giornaliere e soltanto nei giorni non festivi dal lunedì al venerdì;

– rilevato ancora che la conformazione orografica del territorio, le condizioni meteorologiche della stagione invernale e non solo e le note disastrose condizioni della viabilità dell’intera zona, incidono negativamente e strutturalmente sulla percorribilità delle strade tanto rispetto ai tempi prescritti dagli standard di emergenza/urgenza quanto per l’accesso a prestazioni ambulatoriali o legate alle degenze di pazienti e familiari;

– richiamate altresì le innumerevoli lamentele che quotidianamente pervengono dai cittadini della Valle Brembana e dagli stessi Medici di Assistenza Primaria in ordine ai tempi estremamente limitati di erogazione delle attività ambulatoriali presso il Presidio Ospedaliero e ai conseguenti tempi biblici di attesa che si determinano;

– rilevata e denunciata in tal senso la mancanza di trasparenza dell’ASST Papa Giovanni XXIII che si limita ad elencare una serie di attività ambulatoriali che sarebbero assicurate presso il Presidio Ospedaliero di San Giovanni Bianco senza fornire nessuna indicazione sulle ore settimanali/mensili nei quali le attività ambulatoriali vengono assicurate nelle diverse specialità. Si sottolinea al riguardo che diversi Medici di Assistenza Primaria hanno fatto ripetutamente presente tale problema, aggravato dalla totale assenza di informazioni e comunicazioni sull’operatività dei predetti ambulatori del Presidio Ospedaliero che induce e obbliga in molte situazioni ad indirizzare i pazienti verso strutture sanitarie private anche molto distanti dal territorio della Valle Brembana con i gravi disagi – oltre che costi – che ne conseguono in particolare per la popolazione anziana. Si evidenzia e sottolinea altresì che nel portale delle prenotazione online di Regione Lombardia nei diversi servizi e specialità, non figura mai la presenza del Presidio Ospedaliero di San Giovanni Bianco;

– considerato che allo stesso modo il Presidio Ospedaliero di San Giovanni Bianco per le sue carenze organizzative e gestionali non è in nessun modo riferimento per la presa in carico del paziente cronico e fragile più volte richiamata dalla normativa regionale e mai concretamente sviluppata da ATS e ASST Papa Giovanni XXIII in un territorio nel quale tale tipologia di paziente è una presenza numericamente particolarmente significativa;

– rilevato al riguardo che gli stessi screening mammografici proposti da ATS per le donne oltre i 45 anni, un numero importante di donne della Valle Brembana – indicativamente la parte residente nella bassa Valle (Zogno compreso) – viene indirizzata, illogicamente e insensatamente, verso il Presidio Ospedaliero di Ponte San Pietro anziché di San Giovanni Bianco, con i gravi disagi che derivano per l’assenza di servizi di trasporto pubblico diretti;

– considerato ancora che nelle più recenti segnalazioni pervenute viene lamentata:

a) la mancata riapertura del Reparto di Pediatria, la cui chiusura era stata disposta nel periodo dell’emergenza sanitaria;

b) l’intermittente funzionamento del servizio di auto medica a supporto delle ambulanze non medicalizzate presenti sul territorio della Valle Brembana: il servizio riattivato soltanto a seguito delle vibrate proteste dei cittadini della Valle, in alcune giornate e orari non viene garantito, in violazione della normativa che ne prevede il funzionamento h24;

c) la chiusura del servizio di fisioterapia presso il Poliambulatorio di Zogno;

– tenuto conto che dalla situazione complessivamente descritta emerge un quadro inquietante del crescente ridimensionamento e impoverimento dei servizi e dell’operatività del Presidio Ospedaliero di San Giovanni Bianco, attuato in violazione di precise norme di legge e del diritto alla salute dei cittadini brembani;

– ritenuto che il taglio e il ridimensionamento dei servizi illustrati e le gravi carenze organizzative e di funzionamento del Presidio Ospedaliero di San Giovanni Bianco riscontrate, hanno come conseguenza diretta il venir meno della fiducia dei cittadini della Valle Brembana con il concreto rischio che la struttura ospedaliera non venga più considerata punto di riferimento privilegiato dei bisogni sanitari del territorio;

– rilevato che l’aggravamento progressivo della situazione risulta ancor più incomprensibile e inaccettabile se si considerano gli sforzi ripetutamente profusi dalla stessa Regione Lombardia a sostegno dei Presidi Ospedalieri delle aree montane e quindi anche a favore dell’ASST Papa Giovanni XXIII per il Presidio Ospedaliero di San Giovanni Bianco, attraverso l’annuale messa a disposizione di maggiori risorse economiche;

– richiamato in tal senso che presso il Presidio Ospedaliero di Piario, struttura ospedaliera posta a garanzia del diritto alla salute di un territorio per caratteristiche, conformazione e popolazione analogo a quello del Presidio Ospedaliero di San Giovanni Bianco, l’ASST Bergamo Est continua ad assicurare tutte le attività indicate dal DM 70/2015 per il Presidio Ospedaliero di base;

– ritenuto che alla luce delle situazioni illustrate non risultano garantiti ai cittadini della Valle Brembana i livelli essenziali di assistenza ospedaliera e più precisamente gli standard qualitativi, strutturali, tecnologici e quantitativi relativi all’assistenza ospedaliera, ai sensi del Decreto del Ministro della Salute del 2 aprile 2015, n. 70, configurandosi in tali condizioni l’ipotesi di “interruzione di un ufficio o servizio pubblico o di un servizio di pubblica necessità” ai sensi dell’art. 340 c.p., e/o il “rifiuto di atti d’ufficio. Omissione”, di cui all’art. 328 c.p.;

– evidenziato che in questi anni, nello stesso rapporto con le Istituzioni rappresentative del territorio, la Dirigenza dell’ASST Papa Giovanni XXIII, diversamente dal passato, ha dimostrato la sua completa indifferenza, disinteresse e mancanza di sensibilità testimoniata tra gli altri, dalla mancata periodica consultazione dei Sindaci (gli sporadici incontri effettuati, sono sempre stati indetti a seguito di specifiche richieste, con convocazione prevalente a Bergamo anziché come da tradizione sul territorio) e dall’assenza di qualsiasi attività di corretta informazione (fatti salvi i comunicati agli organi di stampa per sostenere, contro l’evidenza dei fatti, la perfetta organizzazione e qualità dei servizi erogati);

– rilevato come nello stesso incontro convocato dal Sig. Prefetto di Bergamo in data 21 settembre 2021 con i Sindaci della Valle Brembana, la Dirigenza dell’ASST Papa Giovanni XXIII, ha sostenuto, senza vergogna e in contrasto con l’evidente realtà dei fatti, le seguenti inaccettabili e irrispettose posizioni:

a) il Presidio Ospedaliero di San Giovanni Bianco funziona perfettamente e le problematiche denunciate da Sindaci e cittadini della Valle Brembana riguardo alla operatività del Presidio Ospedaliero di San Giovanni Bianco sono un’invenzione degli stessi Sindaci e cittadini;

b) le cure devono essere erogate tenendo conto dei criteri della “sicurezza e dell’appropriatezza” e quindi tutti i tagli effettuati presso il Presidio Ospedaliero di San Giovanni Bianco sono da considerarsi motivati e giustificati dall’esigenza di garantire la salute e la vita delle persone e quindi nell’interesse esclusivo della popolazione della Valle Brembana;

c) le cure e le prestazioni assicurate presso il Presidio Ospedaliero di Piario citato come “modello” di riferimento dai Sindaci e dai cittadini della Valle Brembana, non sono in realtà garantite nel rispetto dei criteri della “sicurezza e dell’appropriatezza” e quindi inutile fare paragoni con questa realtà che mette a rischio la vita dei cittadini dell’Alta Valle Seriana;

d) allo stesso modo fuori luogo il confronto e il riferimento alla realtà dell’ASST Bergamo Est che per diverse attività e prestazioni si serve di personale medico dell’ASST Papa Giovanni XXIII e che non può quindi essere paragonata per la qualità di cure, prestazioni e servizi alla stessa ASST Papa Giovanni XXIII;

e) il confronto sulle reali necessità della Valle Brembana deve svolgersi sul piano tecnico in quanto i Sindaci non conoscono e non sono in grado di capire le dinamiche e i modelli gestionali in campo sanitario;

– preso atto che l’ASST Papa Giovanni XXIII continua nei fatti a ritenere il Presidio Ospedaliero di San Giovanni Bianco un fastidio gestionale anziché una preziosa opportunità da valorizzare nello stesso interesse dell’Ospedale Papa Giovanni che dall’efficienza e dal buon funzionamento della struttura ospedaliera brembana potrebbe trarre l’importante beneficio di trattenere e dirottare su tale realtà una serie di prestazioni e servizi di base, con la conseguente possibilità di ridurre gli accessi alla struttura della città, consentendo all’Ospedale Papa Giovanni di dedicarsi e meglio rispondere alle richieste di prestazioni di eccellenza e di alta specialità;

CHIEDE all’ASST Papa Giovanni XXIII quanto segue:

· l’immediato ripristino presso il Presidio Ospedaliero di San Giovanni Bianco di tutti i servizi che il DM 70/2015 prevede come obbligatori per i Presidi Ospedalieri di Base così come indicato nell’allegato 1, paragrafo 2, punto 2.2 del citato DM. Per maggiore chiarezza, evitare equivoci e le consuete irritanti risposte che costituiscono una presa in giro dell’intera popolazione di territori fin troppo pazienti, considerata la medesima conformazione territoriale e demografica, si chiede che l’ASST Papa Giovanni XXIII assicuri presso il Presidio Ospedaliero di San Giovanni Bianco tutti i servizi e le prestazioni che l’ASST Bergamo Est continua a garantire presso il Presidio Ospedaliero di Piario;

· l’erogazione continua ed effettiva delle attività ambulatoriali al momento dichiarate soltanto sulla carta e negli annunci agli organi di stampa, con la trasparente indicazione degli orari settimanali/mensili assicurati per ogni specialità;

· la riapertura del Reparto di Pediatria;

· il ripristino h 24 dell’auto medica a supporto delle ambulanze non medicalizzate;

· il ripristino dei test mammografici anche al di fuori degli screening programmati da ATS;

· la riapertura del servizio di fisioterapia presso il Poliambulatorio di Zogno;

· la verifica dei tempi di attesa al Pronto Soccorso;

· la risoluzione dell’annosa questione del trasporto dei dializzati e dell’applicazione dei LEA;

CHIEDE all’ATS di Bergamo quanto segue:

· la verifica nell’ambito dell’attività di vigilanza e controllo di competenza, di tutti gli aspetti che le situazioni illustrate determinano in termini di rischio e di lesione del diritto alla salute per i cittadini della Valle Brembana;

· l’effettuazione degli screening mammografici per tutte le donne della Valle Brembana oltre i 45 anni presso il Presidio Ospedaliero di San Giovanni Bianco, anziché presso strutture ospedaliere private collocate fuori dal territorio della Valle Brembana;

· di promuovere e incentivare il dialogo tra l’ASST Papa Giovanni XXIII e i Medici di Assistenza Primaria;

· una più stringente attività di verifica e di controllo sulla conformità alla legge dei servizi espletati, delle modalità di erogazione degli stessi e sul modello organizzativo definito dall’ASST Papa Giovanni XXIII per il Presidio Ospedaliero di San Giovanni Bianco. Si chiede in particolare che l’ATS Bergamo si attivi concretamente per ottenere che l’ASST Papa Giovanni XXIII assicuri presso il Presidio Ospedaliero di San Giovanni Bianco tutti i servizi e le prestazioni che l’ASST Bergamo Est continua a garantire presso il Presidio Ospedaliero di Piario;

AVVERTE

che in caso di ulteriore inerzia, relativamente alle violazioni di legge ravvisabili nell’attuale modalità di erogazione dei servizi e modello organizzativo definito dall’ASST Papa Giovanni XXIII per il Presidio Ospedaliero di San Giovanni Bianco che non garantiscono ai cittadini della Valle Brembana i livelli essenziali di assistenza ospedaliera e più precisamente gli standard qualitativi, strutturali, tecnologici e quantitativi relativi all’assistenza ospedaliera, ai sensi del Decreto del Ministro della Salute del 2 aprile 2015, n. 70, segnalerà tali fatti alle competenti Autorità per l’accertamento delle medesime violazioni che si ritiene configurino l’ipotesi di “interruzione di un ufficio o servizio pubblico o di un servizio di pubblica necessità” ai sensi dell’art. 340 c.p., e/o il “rifiuto di atti d’ufficio. Omissione”, di cui all’art.328 c.p.;

DISPONE

la trasmissione della presente mozione ai Sigg.: Presidente della Giunta Regionale, Assessore Regionale al Welfare, Prefetto di Bergamo, Presidente della Conferenza dei Sindaci e del Consiglio di Rappresentanza dei Sindaci di Bergamo, Presidente dell’Assemblea dei Sindaci del Distretto di Bergamo, Presidente dell’Assemblea dei Sindaci Ambito Valle Brembana, Ministro della Salute».

Venerdì, 24 settembre 2021