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Mobilità in Valle Brembana: l’opinione dell’architetto Felice Sonzogni

L’architetto Felice Sonzogni, già assessore per un decennio alle Grandi Infrastrutture, Territorio e Mobilità della Provincia di Bergamo e oggi presidente della Commissione mobilità e infrastrutture di ACI Bergamo, ci ha concesso una lunga intervista nel corso della quale è tornato su alcuni degli importanti temi oggi sul tappeto in tema di mobilità, trasporti e viabilità con particolare riferimento alla nostra Valle Brembana.

Infrastrutture molteplici, come stradali, autostradali, ferroviarie, ciclabili, al servizio di una Valle impegnata nella difficile missione di combattere l’impoverimento demografico e l’emarginazione, sempre in agguato rispetto alle grandi vie di comunicazione e i nodi di interconnessione con il mondo esterno.

L’Arch. Felice Sonzogni ha conosciuto profondamente dall’interno per anni la storia delle infrastrutture in terra bergamasca, e da quella si è partiti per scattare la fotografia d’attualità, la realtà di oggi sulla quale misurare le ragionevoli e concrete prospettive per i prossimi dieci anni in tema di mobilità.

«Il quadro che ne esce è poco confortante, nel senso che tante sono le affermazioni, tanti sono gli annunci, ma in realtà, vuoi per i problemi dei finanziamenti, vuoi per le difficoltà ad avere i consensi e le condivisioni per inserire questi progetti fra le opere considerate indispensabili, in prospettiva non emergono nuove infrastrutture, comunque molte meno di quelle che sarebbero necessarie».

«In ogni caso si tratta di capire come si evolverà in futuro la mobilità delle persone e delle merci e quindi l’utilizzo delle infrastrutture, come sarà l’uso dell’automobile, del treno, del tram». Su ciascuno di questi punti, per quanto riguarda la bergamasca in generale, la visione dell’Arch. Sonzogni è chiara.

«Sembra ormai perso un collegamento importante, quello alla Pedemontana, che avrebbe consentito di integrare la rete autostradale in direzione di Varese, Lecco, Como lasciando così scoperto il problema dei grandi attraversamenti fluviali, Brembo e Adda in particolare. Resta ancora aperto il problema della Bergamo-Treviglio, se realizzare una strada o un’autostrada, e porne l’onere a carico dei privati o di Enti pubblici».

«Per quanto riguarda le strade ferrate sembra ragionevole attendersi che il collegamento tra Bergamo e l’Aeroporto di Orio riuscirà a vedere la luce così come la linea tramviaria Bergamo-Villa d’Almé. Al contrario non ci sono grandi prospettive per quanto riguarda il trasporto delle merci: non c’è nulla di chiaro su dove prevedere l’interporto, dove e come realizzare le aree di scambio e stoccaggio; tutte le grosse realizzazioni, a partire da quelle attuali, come ad esempio a Cividate al Piano, prevedono esclusivamente traffico su gomma».

Secondo l’Arch. Sonzogni, l’Aeroporto è un’opportunità non completamente sfruttata dal territorio, nonostante siano di tutto rispetto i volumi di traffico, soprattutto di passeggeri, lungo le rotte che collegano decine di Paesi in Europa ed oltre, con benefici obiettivamente ancora troppo marginali per il nostro indotto.

Sonzogni sottolinea di avere a suo tempo proposto il collegamento tramviario fino a San Pellegrino, lanciando lo slogan «Londra San Pellegrino in due ore e mezza», alludendo alla perfetta integrazione tra mezzo aereo con scalo a Orio e da qui su rotaia e senza interscambi fino a San Pellegrino. Ciò che invece si prospetta attualmente è un collegamento tra Orio e Bergamo su rotaia RFI, un altro tramviario da Bergamo a Villa d’Almé e da qui in avanti il trasporto su gomma: una soluzione che non risolve il problema o forse è perfino in grado di complicarlo.

Restringendo il focus sulla Valle Brembana, secondo Sonzogni «le questioni che restano aperte riguardano in primo luogo il collegamento stradale Paladina-Sedrina, che al momento conosce una fase di assoluta e oggettiva incertezza, un’opera da 450 milioni di euro, con un impegno triplicato rispetto all’iniziale nostro progetto, passato nel frattempo dalla Provincia all’ANAS che non sembra abbia ancora definito i propri programmi; un altro grande nodo che non è più attualmente neppure in fase di progettazione, è rappresentato dalla variante di San Giovanni Bianco, mentre per fortuna sembra prossima all’apertura la variante di Zogno, dopo una lunga serie di vicissitudini e ritardi».

Quelli citati non sono che i principali progetti di mobilità stradale, quasi tutti fermi al palo, con la conseguenza che si rischia di vanificare una parte dei finanziamenti per le opere e le infrastrutture già parzialmente o quasi completamente eseguite.

Dopo le infrastrutture riguardanti la mobilità su gomma, l’Arch. Sonzogni affronta il tema dei sistemi su rotaia, un vecchio cavallo di battaglia a lungo cavalcato quando operava in Provincia: «il collegamento che a suo tempo avevamo fortemente in animo di estendere fino a San Pellegrino, purtroppo è in una fase di assoluto stallo, mentre si è fatta purtroppo strada l’ipotesi concreta di fermare la tramvia a Villa d’Almé, confine dell’area urbana del capoluogo, con nessun vantaggio quindi per la Valle che proprio lì inizia».

«Credo che sia da riproporre il nostro progetto iniziale, ossia far arrivare il tram a San Pellegrino se non proprio fino a San Giovanni Bianco, su linea elettrificata e senza ricorrere a soluzioni tecnologiche futuribili come l’alimentazione a idrogeno. Purtroppo le istituzioni non sembrano troppo interessate o convinte a spingere su questa soluzione che pure risolverebbe parte degli annosi problemi del traffico sulla Statale 470».

Un percorso su rotaia consentirebbe in effetti alla Valle alcuni evidenti vantaggi: sulla viabilità ordinaria una discreta riduzione del traffico veicolare dovuto agli spostamenti dei pendolari, una cospicua riduzione del traffico pesante che oggi crea problemi quotidiani alla viabilità, indirizzandolo sulla rete ferroviaria, un notevole risparmio di consumo di suolo liberandolo dalla necessità di ricavare parcheggi ed aree di manovra per autotreni. Ad esempio la sola San Pellegrino SpA oggi contribuisce alla saturazione della viabilità vallare muovendo almeno 450 automezzi pesanti ogni giorno.

Infine un tema che sembra marginale rispetto alle grandi opere infrastrutturali, ma che oggi si sta rivelando non secondario: le piste ciclopedonali, importanti non solo dal punto di vista della mobilità turistica, ma anche come alternativa alla mobilità interna ai territori: «il loro gradimento è talmente elevato da rappresentare un problema la contemporanea presenza di biciclette da passeggio, cicli da corsa, carrozzine per bambini, runner e pedoni di tutte le età. I percorsi dovrebbero essere diversificati e moltiplicati in funzione dello spazio disponibile».

A concludere la lunga intervista, l’Arch. Sonzogni sottolinea le finalità che hanno suggerito l’accurata analisi che la sua Commissione dell’Automobile Club di Bergamo in materia di mobilità ha divulgato in questi giorni: «Il senso del nostro contributo è “guardarci in faccia” intorno ad un tavolo ideale e dirci con onestà e sano pragmatismo che cosa può ragionevolmente accadere nei prossimi anni in tema di mobilità e infrastrutture in modo che chi governa sappia come e perché affrontare i problemi e non metta in cantiere progetti poco concreti, troppo ambiziosi, frammentari e non coordinati fra loro».

«Oggi il vero problema è definire anche un solo progetto strategico che abbia però serie possibilità di approvazione in tempi molto stretti, dopo aver individuato il soggetto che si assuma l’incarico di fare una sintesi, che sia la Provincia, la Regione, la Comunità Montana o un’Amministrazione locale non ha importanza».

«Si sta facendo un gran parlare di PNRR, di mega finanziamenti europei, di fondi a fronte delle Olimpiadi Invernali del 2026, ma ci sono anche altri canali come ad esempio il Bacino Imbrifero Montano: se l’amministratore pubblico riuscisse a cogliere l’occasione di riflessione proposta in questi giorni e individuasse un progetto importante e strategico di interesse dell’intera comunità vallare, sarebbe anche possibile chiedere a soggetti, istituzioni e società private di compartecipare alla realizzazione, a vantaggio di tutti».

Giovedì, 16 settembre 2021