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La luce in fondo al tunnel, ma la burocrazia resta il nostro vero nemico

Ci sono voluti 29 anni per passare dal primo progetto al completamento dei tre quarti dell’opera e l’impresa trentina Collini con base a Milano conta non ci vogliano ancora più di tre mesi per aprire la mitica “Variante di Zogno”, quei quasi quattro chilometri e mezzo di manufatti, strade, gallerie che, secondo la Regione che ha contribuito con un finanziamento di 61 milioni di euro dei 76 che sono stati necessari, cambieranno il volto della Bergamasca e della Valle.

Si spera, ci si augura, la stretta finale è vissuta a passo di carica, ma l’incertezza regna sovrana perché tutto può essere ritardato e vanificato da un nemico subdolo e potente: la burocrazia, il mostro che da un secolo e mezzo sta strangolando l’Italia, disincentivando ogni iniziativa, vanificando ogni sforzo di progresso e che in questo caso gestisce il complicato meccanismo dei collaudi e delle autorizzazioni, in particolare per quanto riguarda le gallerie realizzate. L’ultima parola spetterebbe infatti ai Vigili del Fuoco (quelli di Bergamo o di Milano? Oppure al comando regionale?), che dovranno essere attivati dall’Anas, trattandosi di una strada provinciale. E questo è solo un esempio.

Restano da completare alcuni interventi all’innesto dello svincolo verso San Pellegrino e la posa del monumentale sistema paramassi, «una variante nella variante», come l’ha definito Attilio Fontana, presidente della Regione, durante il sopralluogo di ieri. L’obiettivo rimane comunque aprire prima della stagione estiva, così come auspicano Selina Fedi sindaco di Zogno, il vicesindaco Giuliano Ghisalberti e gli assessori Giampaolo Pesenti e Claudio Sonzogni.

Nelle adiacenze del cantiere sono intervenuti ieri i Vigili del Fuoco di Zogno ed i volontari dell’antincendio boschivo della Comunità montana Valle Brembana per spegnere le fiamme provocate dall’incendio di circa mille metri quadrati di fogliame ed erba secca in una proprietà privata all’altezza di Ambria. Il fumo causato dal rogo ha invaso parzialmente il nuovo tunnel del quale i Vigili del Fuoco hanno percorso un paio di centinaia di metri e che è pure servito per l’innesto della manichetta utilizzata per domare le fiamme.

Praticamente un piccolo collaudo, in attesa di quello più impegnativo da parte dei burosauri.

Sabato, 3 aprile 2021