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La lettera da Zogno: “Emergenza medici. Ora si accorpano anche le Guardie notturne. Affidiamoci a Dio”

La lettera è quella scritta da una cittadina residente a Zogno al vicesindaco del Comune di San Pellegrino, Vittorio Milesi. Il tema: la carenza di medici e la conseguente emergenza soprattutto per i paesi più distanti dai servizi. Con la domanda finale inevitabile: “L’ospedale sappiamo come è messo, per andare dal medico serve prendere appuntamento, l’ambulanza in alcuni paesi arriva dopo 40 minuti. Cosa dobbiamo fare? Affidarci alla preghiera?”. Giovedì 28 aprile, infatti, nel tavolo provinciale del distretto di Bergamo (capoluogo, valli Brembana e Imagna), il rappresentante delle amministrazioni comunali Giambattista Brioschi ha proposto l’accorpamento delle sedi di Guardia medica.

Ecco uno stralcio del testo della lettera: “Rimango allibita dal fatto che la politica locale sia totalmente indifferente alla situazione sanitaria della valle. Mancano medici di base, in ospedale dopo un certo orario e in alcune giornate non ci sono specialisti, quindi in automatico con le ambulanze ti dirottano in altri ospedali, oppure da San Giovanni Bianco vai direttamente a Bergamo. Adesso, in via “sperimentale” (ma sappiamo essere una forma linguistica in voga per far passare una cosa per un’altra) ci tolgono anche la continuità assistenziale. Dimenticandosi completamente che in pandemia la gente si ammassava fuori dagli ambulatori, gli unici dove si poteva trovare un medico che ti visitasse, come si dovrebbe fare sempre in qualsiasi situazione”.

Ospedale di San Giovanni Bianco, sede di Guardia medica

“Mi domando cosa deve fare uno alla luce di quanto sopra: il medico non risponde o fissa appuntamenti a distanza di tempo, l’ospedale sappiamo come è messo, la Guardia medica dovrà coprire un territorio più vasto, l‘ambulanza se va bene arriva in tempo, se va male in alcuni posti anche dopo 40 minuti. Ci affidiamo alla preghiera? Alla Dea bendata? Alla sede comunale di pertinenza? Pensavo al veterinario, ma di domenica è difficile trovarne uno disponibile. Mi domando come è possibile accettare questo tipo di trattamento. Sempre con la sottomissione a quelle parole: “Non ci sono alternative”. Che per me significa solamente che non si vogliono trovare. Si parla tanto, con titoloni, di spopolamento della montagna: eh, beh, chi vuole andare a vivere in un paese dove non ci sono servizi, dove nemmeno c’è il medico. Tra non molto venderemo le case a un euro, pur di non vederle cadere”.

“Credo sia urgente un esame di coscienza da parte della politica, tutta, indipendentemente dalla bandiera di appartenenza. Perché così non va bene, è vergognoso”.

Domenica 1 maggio