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La contesa sul Presidio Ospedaliero di San Giovanni Bianco non si ferma

Con un post su Facebook il Comune di San Pellegrino Terme esprime il suo sdegno per come sta evolvendo la gestione della crisi riguardante il Presidio Ospedaliero di San Giovanni Bianco da parte di ASST Papa Giovanni XXIII e Regione Lombardia.

Nel post odierno pubblicato da meno di un’ora il sindaco uscente Vittorio Milesi così esprime, senza mezzi termini, la propria insoddisfazione: «Situazione Presidio Ospedaliero di San Giovanni Bianco: nella risposta a Regione Lombardia, la “ASST Papa Giovanni XXIII” conferma, contro l’evidenza dei fatti, che va tutto benissimo. Vergogna!».

Questa forte presa di posizione segue una lunga guerra di trincea che vede coinvolti, da una parte la popolazione ed i sindaci della Valle Brembana, stretti intorno al loro Presidio Ospedaliero da tempo sottoposto ad una costante e deleteria opera di depotenziamento, e dall’altra parte la ASST di competenza, ossia il Papa Giovanni XXIII di Bergamo, che sembra non voler recedere dai propri propositi, neppure troppo nascosti, di sostanziale ridimensionamento del Presidio di San Giovanni Bianco sulla base di criteri puramente statistici.

A corredo del post del Comune di San Pellegrino Terme vengono allegati alcuni importanti documenti: la relazione del 9 settembre con la quale la ASST Papa Giovanni XXIII informava la Regione Lombardia circa le problematiche sul tappeto e le motivazioni delle decisioni adottate in merito ed anche la lettera indirizzata il 29 settembre dal Comune di San Pellegrino, sempre alla Regione Lombardia, per richiedere un incontro urgente finalizzato alla soluzione della crisi.

Dalla Regione Lombardia, senza alcuna altra considerazione, al Comune di San Pellegrino è pervenuta la molto laconica risposta alle legittime richieste formulate da Milesi: «si trasmette in allegato la relazione predisposta dall’ASST Papa Giovanni XXIII, che risponde nel dettaglio ai temi sollevati circa l’attività dell’Ospedale di San Giovanni Bianco».

Appare quindi molto chiaro che tutte le forme di protesta fin qui adottate non sono state sufficienti a smuovere la ferrea volontà dell’ASST bergamasca e della Regione che la spalleggia di proseguire per la strada intrapresa, nel totale disinteresse delle reali e sacrosante richieste della popolazione della Valle.

Martedì, 26 ottobre 2021