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Impianto di innevamento a Foppolo Curatela e gestori ai ferri corti

E’ scontro a Foppolo sull’impianto di innevamento programmato. La Curatela fallimentare, dopo un sopralluogo di venerdì 26 novembre, ha inviato alla Devil Peak, proprietaria dei terreni di Foppolo su cui si trovano le piste da sci, una lettera in cui accusa la società privata di utilizzare l’impianto di innevamento programmato senza esserne autorizzata. La Devil Peak è la società di Giacomo Martignon, l’imprenditore che con Marco Calvetti (Sacif-Belmont Foppolo) ha in gestione anche le seggiovie Quarta Baita e Montebello per la stagione che inizierà venerdì 3 dicembre. La Curatela fallimentare accusa sempre la Devil Peak di aver asportato le lance di innevamento della stessa Brembo Super Ski.

Dall’altra parte la Devil Peak replica che l’impianto utilizzato per l’innevamento sarebbe di sua proprietà e che – quanto alle lance per l’innevamento – in più occasioni aveva chiesto alla Curatela di spostarle. Ora la società di gestione degli impianti, le ha spostate dalle piste in altro luogo, per motivi di sicurezza. Non potevano restare sulla pista con la presenza degli sciatori.

Questa la comunicazione della Curatela fallimentare della Brembo Super Ski inviata alla Devil Peak: “Comunichiamo di aver effettuato in data odierna un accesso all’impianto di innevamento lato Foppolo riscontrando l’intervenuto asporto di beni di proprietà della Procedura e un utilizzo non autorizzato del relativo impianto. Abbiamo formalmente comunicato i fatti alla Autorità ritenuta competente evidenziando anche i problemi connessi alla responsabilità e/o inerenti alla sicurezza del lavoro conseguenti a interventi di terzi non autorizzati su beni di proprietà della Procedura, chiedendo in via prioritaria un urgente provvedimento di ripristino dello stato dei beni e dei luoghi, anche in vista dell’imminente termine di scadenza per il trasferimento dell’azienda all’aggiudicatario”.

L’aggiudicatario dei beni del Fallimento è la “Sviluppo Monte Poieto” di Stefano Dentella che ha vinto l’ultima asta. Stando alle ultime informazioni, però, avrebbe per la seconda volta rinunciato all’acquisto, per il quale ha comunque tempo ancora fino al 30 novembre per il saldo e al 3 dicembre per il rogito.

Questo uno stralcio della replica di Martignon, della Devil Peak. Riguardo alla “lance“: “Dopo che voi avete completato l’acquisto di questi beni da Unicredit (di vostro liberale acquisto si tratta, non erano beni della fallita Brembo Super Ski),
vi abbiamo richiesto di recuperare queste lance e liberare in nostri
terreni con Pec del 28 gennaio 2021 e poi del 1 ottobre 2021. A nessuna
di queste Pec avete risposto. Infine, il 4 novembre 2021 via Pec vi
abbiamo annunciato, e anche questa volta non avete risposto, che
avremmo provveduto noi a spostarle e a conservarle in un luogo vicino,
dove sono a vostra disposizione, pronte su un bancale per essere prelevate e
consegnate a chi volete. Sembra che voi oggi vogliate rappresentare questo “asporto” come una nostra iniziativa fatta di sorpresa o senza la necessaria chiarezza e
legittimazione, usando maliziosamente la parola “asporto”, come se
fossero sparite, quando vi è stato prima chiesto e poi annunciato che
sarebbero state spostate”.

“Sulla sicurezza dei luoghi e dei beni, è vero l’esatto contrario di quello che
voi asserite – continua Martignon – . Le lance erano state da voi lasciate lungo i bordi di una pista da sci di nostra proprietà, pista che ora è affidata a un gestore che è un pubblico concessionario e che, assumendosi l’obbligo di aprire le piste il prossimo
3 dicembre, deve garantirne la sicurezza. Poteva il gestore lasciare le vostre lance parcheggiate a bordo pista e rischiare che un ragazzino ci si schiantasse?
L’unico rischio per la sicurezza erano le lance abbandonate in
una pista altrui e crediamo di essere stati molto civili ad aver fatto
gratuitamente per voi il lavoro di toglierle, che era interamente vostro
dovere, sollecitato da mesi”.

Sul presunto “utilizzo non autorizzato dell’impianto di innevamento” Martignon replica che “il gestore delle piste sta prelevando acqua dall’acquedotto come da
autorizzazione di Uniacque e utilizza solo ed esclusivamente i propri generatori di neve – oltre a beni di nostra proprietà che gli sono stati affidati con regolare contratto – per erogare il servizio pubblico di cui è incaricato”.

Cannoni per la neve in azione giovedì scorso a Foppolo Foto Aurelio Paganoni

“Il richiamo al ripristino dei luoghi è incredibile, viste le circostanze – prosegue la Devil Peak -. Parlate dei luoghi come se foste voi i proprietari. Voi non avete alcun diritto sui “luoghi” e questo è arcinoto. I luoghi sono di nostra sola ed esclusiva proprietà e da anni siamo noi legittimamente a chiedervi di recuperare i vostri beni e restituirci i luoghi ripristinati”.
“Il vostro riferimento a un potenziale impedimento al “trasferimento dell’Azienda” è infondato – continua Martignon -. Le lance oggi sono più facilmente consegnabili all’aggiudicatario, che le può prelevare con un furgoncino dal magazzino che si apre sul parcheggio pubblico, piuttosto che doversi arrampicare con il gatto sul pendio innevato dove erano”.
“Nessun bene del Fallimento sta subendo o rischia di subire alcun danno
o pregiudizio, un perito può confermarlo – conclude Martignon -. Nessun pregiudizio esiste rispetto alla cessione del Ramo d’azienda, e il contratto di vendita è chiarissimo a proposito”.

Domenica 28 novembre 2021