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Il Telecentro Alps’ Word di Ornica: nostra intervista a Patrizio Del Nero

Ornica, 150 abitanti nella valle dell’Olmo, in val Stabina, una laterale dell’alta Val Brembana, 14,3 km quadrati a 922 metri sul livello del mare e ad una cinquantina di chilometri da Bergamo: da qualche anno è attivo “Alps’ Word”, un centro nato dall’impegno di Patrizio Del Nero, attuale sindaco di Albaredo per San Marco, al confine tra Bergamo e Sondrio, che ha fatto dell’esperienza e della continua innovazione il proprio punto di forza nella gestione dei servizi per diverse primarie aziende italiane.

Grazie alla decennale attività, il Telecentro Alps’ Word, continua a crescere nella conoscenza accurata dell’assistenza al cliente nella quale sono indispensabili e fondamentali la capacità, la competenza e la cordialità, per offrire servizi di elevata qualità in multicanalità, come richiede la moderna gestione dei rapporti tra le aziende e la loro clientela.

«La nostra attività si svolge sul libero mercato – afferma con orgoglio Patrizio Del Nero -, partecipiamo ai bandi nazionali e regionali e grazie ad uno di questi abbiamo gestito il centralino dell’ATS di Milano durante la pandemia CoViD: tutte le attività di contact tracing e di formazione le abbiamo svolte direttamente da Albaredo e da Ornica per quasi un anno». Ma sono oltre un milione e mezzo i clienti italiani che ricorrono alla Alps’ Word per la sua attività di servizi in tema di energia, fornitura di gas, ambiente, gestione dei rifiuti, automotive e prenotazioni ospedaliere.

«Il nostro è un contact center di alta assistenza per quanto riguarda sia il business che i servizi alla collettività – continua Del Nero – ed è un’attività che può essere delocalizzata in modo virtuoso anche in montagna: nel nostro centro di Ornica, ad esempio, lavorano una quindicina di operatori, soprattutto giovani ragazze assunte a tempo indeterminato, provenienti dai comuni dell’Alta Valle, ma continuiamo a ricevere curriculum da San Giovanni Bianco, Piazza Brembana, Valtorta, Cassiglio, Olmo ed altri comuni».

Gli operatori, in particolare quelli del centro di Ornica, sono riusciti in poco tempo ad acquisire un’esperienza significativa soprattutto grazie ad incentivi personali come avere un posto di lavoro vicino casa, non precario e capace di conferire un’altissima professionalità. «La nostra è un’azienda altamente qualificata – prosegue Del Nero – perché ha una serie di certificazioni di qualità e dispone di una tecnologia molto avanzata: ormai siamo sulla frontiera dell’intelligenza artificiale».

«Il remote working l’abbiamo inventato noi vent’anni prima della pandemia – aggiunge con sottile ironia – ed oggi è quello che potrà ripopolare la montagna. Per fare questo occorre però superare il divario digitale: oggi la montagna è priva di fibra ottica e la nostra azienda in collaborazione con l’amministrazione comunale l’ha portata a nostre spese fino a Ornica, che è il primo comune della Valle Brembana a disporne. Dovrebbe essere il pubblico a provvedere, non il privato, perché senza la fibra ottica la montagna non può offrire ai giovani la possibilità di lavorare in remoto e non può quindi produrre occupazione se non quella tradizionale legata al turismo ed all’agricoltura».

«Ci dispiace che proprio la Provincia di Bergamo non abbia ancora intravisto l’opportunità di sostenere le aree difficili attraverso il rafforzamento di realtà come la nostra – lamenta Del Nero -, nata in montagna e nella quale vogliamo investire sebbene a costi superiori (portare la banda larga e la fibra ottica, ad esempio, comporta un prezzo doppio o triplo rispetto al fondovalle), affidandoci servizi sia da parte di aziende private che pubbliche che potremmo gestire aumentando considerevolmente il numero degli operatori, rispondendo così alla domanda di lavoro di tanti giovani in un momento in cui una conseguenza della pandemia è anche la pesante crisi economica».

Manca la volontà politica di rendere omogenei e accessibili allo stesso prezzo su tutto il territorio nazionale servizi divenuti essenziali quali la fibra ottica come un tempo fu per la fornitura di energia elettrica. Con il progetto di “transizione digitale” inserito nel “PNRR” ci si augura che il problema si avvii a soluzione, così come in tema di ambiente, che di fatto impone in montagna vincoli naturalistici e paesaggistici penalizzanti senza un’adeguata compensazione.

Non sono tanto le infrastrutture viarie che mancano, ma la disponibilità di servizi al passo con i tempi: ringiovanire la montagna oggi è una necessità prioritaria se vogliamo tutelare un territorio che non è un bene solo nazionale ma anche mondiale.

L’abbandono della montagna è anche frutto di politiche sbagliate e sostanzialmente ingiuste: trattenere i giovani fornendo un lavoro e prospettive serie è un modo per non disperdere un patrimonio prezioso fatto di tradizioni, di bellezze e di operosità.

Mercoledì 5 maggio 2021