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Da Speranza nessun rispetto per la montagna

Lunedì, 15 febbraio 2021

I gestori e gli operatori turistici delle Valli orobiche sono decisamente infuriati dopo la mossa a sorpresa del riconfermato Ministro della Salute Roberto Speranza e del suo consulente “tecnico” Gualtiero Ricciardi: un coro di proteste per la scarsa considerazione con la quale sono stati valutati gli sforzi fin qui fatti per adeguare impianti e strutture alle linee guida concordate.

«Enormi investimenti, adesso qualcuno paghi», se gli organi decisionali non sanno minimamente cosa vuol dire gestire un comprensorio questo non è un alibi per uccidere un turismo invernale che si sarebbe potuto riaprire in tutta sicurezza. Una follia, secondo Massimo Fossati, amministratore del comprensorio Valtorta-Piani di Bobbio e presidente degli impiantisti lombardi, una vera e propria presa in giro a 13 ore dal previsto avvio di stagione.

Questa è stata la quinta volta che il governo preannuncia la riapertura e poi la rinvia. «Per prepararci all’avvio della stagione – continua Fossati – abbiamo speso qualcosa come centomila euro, abbiamo venduto 9.000 skipass solo per questa settimana, biglietti che ora dovremo restituire. Abbiamo investito per le misure di sicurezza, fatto assunzioni, ristoranti e rifugi in quota hanno portato un enorme quantità di materiale e cibo, già ieri migliaia di persone avevano raggiunto le stazioni, in seconde case e alberghi».

«Semplicemente folle che il Comitato Tecnico Scientifico dia la colpa di questa decisione agli impianti di risalita in Svizzera a causa della diffusione delle varianti al virus, quando le frontiere sono chiuse. Evidentemente la politica non riesce a uscire da quanto gli impone il CTS».

Resta comunque compromessa la stagione invernale, con rilevanti danni all’economia delle nostre montagne e non sembra, per esperienze del recente passato, che i tanto sbandierati “ristori” siano commisurati alle effettive perdite sofferte. A meno di sorprese da parte del nuovo esecutivo, che tuttavia ha conservato in alcuni posti chiave personaggi che non sembra abbiano agito fino ad oggi nell’interesse delle nostre comunità.