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A Santa Croce di San Pellegrino il giardino dei nostri emigrati

Tra l’800 ed il ‘900, ma in particolare fra la prima e la seconda guerra mondiale, lasciando l’Italia molti furono costretti ad inseguire altrove, soprattutto in America, il sogno di una vita migliore. Ma non sempre e non a tutti Ellis Island avrebbe riservato un sorridente futuro illuminato dalla fiaccola della statua della Libertà a guardia di New York.

Gente umile, lavoratori onesti che i nostri difficili momenti storici avevano reso disoccupati, giovani armati di sogni e di buona volontà, carbonai, garzoni, carpentieri, disposti anche a lustrare scarpe impolverate e tutti in cerca di quella fortuna negata in patria.

Molti di loro resteranno solo nel cuore delle rispettive famiglie e dei discendenti, ma di altri le tracce non sono andate perdute, sopravvivono nelle loro opere: così per alcuni che lasciarono Santa Croce per emigrare altrove, in Italia e all’estero, e che oggi il piccolo borgo nel territorio di San Pellegrino Terme ricorda inaugurando alle 20,30 il «giardino dell’Emigrante».

L’area è stata ricavata in un cimitero abbandonato nel 1972 e recuperata sedici anni dopo, a cui le nuove installazioni rappresentate da otto pannelli tematici intendono conferire un valore ed un significato particolari: il posto d’onore spetta ai Santacroce, celebrati pittori che, emigrati dalla Valle, si stabilirono a Venezia. Opere di Girolamo si trovano oltre che a Venezia, negli Stati Uniti, a Baltimora e Chicago, nella russa San Pietroburgo e nella costa dalmata della Croazia.

Nel «giardino dell’Emigrante», realizzato con il contributo del GAL Valle Brembana, trovano spazio, tra gli altri, il pittore Giampaolo Cavagna ed Aldo Locatelli da Villa, pittore molto apprezzato in Brasile, dove in chiese e palazzi pubblici ha lasciato molte opere mentre la sua più importante in Italia è proprio nella parrocchiale di Santa Croce.

Al termine dell’inaugurazione, prevista come detto per questa sera alle 20,30, verrà reso omaggio al gruppo canoro «Us de Santa Crus», che negli anni ‘60-‘70 ha vissuto un momento di notorietà apparendo in un paio di occasioni in programmi Rai e sull’emittente Svizzera di lingua italiana,

Sabato, 21 agosto 2021