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Un segno dei tempi: «Tuk tuk», monopattini e banchi a rotelle

L’abbiamo vista tante volte al cinema e l’abbiamo sempre accompagnata con un sorriso affettuoso: l’Ape Piaggio, quel triciclo a motore adatto alle tortuose strettoie dei centri storici, con quel cassonetto pieno di merci e spesso di cianfrusaglie. Alberto Sordi ne “Il bidone” e Leonardo Pieraccioni in diversi suoi film, gli esempi che sono rimasti più impressi nella memoria collettiva.

Chi ha avuto la fortuna o la necessità di viaggiare in Oriente di veicoli simili, costruiti ad immagine e somiglianza dell’originale italiano, ne ha visti a migliaia, utilizzati per ogni esigenza di trasporto minimo ma anche o soprattutto per il servizio turistico, in sostituzione dei più tradizionali ma faticosi risciò.

Un’alternativa che nelle nostre città convulse e congestionate potrebbe sembrare perfino controproducente, ma che alla prova dei fatti rappresenta un’intelligente soluzione ai problemi del traffico, almeno di quello turistico. Anche Bergamo intende adottare mezzi elettrici a tre ruote, i «Tuk tuk», costruiti in Olanda ma chiaramente ispirati alla nostra «Ape calessino» sebbene questa versione appaia più ampia e spaziosa nella zona passeggeri, dietro la guida.

Sono già quattro i piccoli mezzi elettrici turistici che Bergamo ha destinato ai mini viaggi alla scoperta dell’arte e della cultura, della cucina tradizionale, del divertimento e dello shopping, ma soprattutto un nuovo modo per ammirare le bellezze della città, con lo sguardo che può spaziare libero in ogni direzione e con la possibilità di scoprire ogni segreto della città: i «Tukers», infatti, sono formati pure per dare informazioni turistiche, anche in lingua straniera.

Una nuova avventura che ha visto la luce su iniziativa di alcuni imprenditori, intenzionati a fare squadra con il Consorzio Turistico di Bergamo, grazie al bando Michelangelo, messo a disposizione dal Comune di Bergamo in collaborazione con Fondazione e Banca Intesa San Paolo.

Di ben altri «mezzi di trasporto» si è occupata la Regione Lombardia elaborando una proposta di modifica, da far pervenire a Roma entro fine anno, della legge nazionale sui monopattini elettrici, con l’obiettivo di vietarne l’utilizzo da parte dei minorenni e di rendere obbligatori sia l’uso del casco indipendentemente dall’età che l’assicurazione per i danni provocati a terzi. Nella sola Milano dal 1° gennaio 2020 ad oggi sono state 835 le richieste di soccorso per incidenti nei quali si sono trovati coinvolti questi mezzi ormai molto diffusi.

In Lombardia è già da tempo in vigore la disposizione che, proprio a tutela della sicurezza della circolazione, prevede per chiunque circoli su un monopattino con motore modificato la sanzione amministrativa da 100 a 400 euro e la confisca del mezzo se dotato di un motore termico o elettrico con potenza superiore a 2 kW.

Esiste un’altra categoria merceologica che, pur sfruttando la movimentazione su ruote, non rientra nella tipologia «trasporti»: si tratta dei famigerati «banchi a rotelle» introdotti nel 2020 dall’allora ministro Lucia Azzolina per garantire il distanziamento in classe previsto dalle norme anti pandemia.

Oggi il Commissario straordinario per l’emergenza Covid-19, il generale Francesco Paolo Figliuolo, sembra deciso a ritirare parte di quei banchi perché fuori norma in quanto non rispetterebbero le norme antincendio, in particolare a motivo delle dimensioni e del loro assetto in classe: va comunque precisato che in bergamasca in tutto l’anno trascorso non è stato segnalato alcun problema.

Restando in tema e nell’ambito provinciale, rispetto all’utilizzo dei banchi a rotelle i pareri espressi dai vari Istituti scolastici sono discordanti: si va dalla forma velata di entusiasmo dell’ITC Vittorio Emanuele II di Bergamo e dell’ITIS Guglielmo Marconi di Dalmine alla visione ottimistica dell’Istituto Professionale per l’Industria e l’Artigianato Cesare Pesenti fino alla critica senza appello dell’ITIS Pietro Paleocapa di Bergamo.

In quest’ultimo Istituto tutti i 120 banchi ricevuti in dotazione nel 2020 sono finiti in deposito subito dopo i primi giorni di utilizzo, in quanto presentavano caratteristiche inadatte all’attività scolastica: un piano d’appoggio insufficiente per le tavole di disegno, per giunta inclinato dal quale fogli e appunti scivolano facilmente a terra, la seduta decisamente scomoda che diventa insopportabile dopo pochi minuti. Insomma un totale fallimento.

Giovedì, 7 ottobre 2021