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Un errore il “liberi tutti”

Tornata da poche ore in «zona gialla», anche Bergamo, come praticamente tutte le città italiane, è stata presa d’assalto ieri da intere famiglie e da orde di giovani in preda ad euforia per la ritrovata libertà: uno “struscio” favorito da una bella giornata di sole e dalla errata sensazione che il peggio sia passato.

Un fiume di gente in Città Alta, un frenetico viavai nelle strade dello shopping, un tutto esaurito o quasi nei bar e nei ristoranti e difficoltà di circolazione in città con traffico spesso bloccato: questa la fotografia della domenica appena trascorsa. Non sempre rispettate, soprattutto dai giovani, le regole di sicurezza sanitaria, con un uso “disinvolto” delle mascherine ed un concetto di “assembramento” del tutto personale.

La logica conseguenza di tutto ciò è stata la prevedibile dura presa di posizione del governo, che sembra orientato ad una «stretta» in vista di Natale e Capodanno: tutta l’Italia in zona rossa con possibilità di piccoli spostamenti entro un raggio di 30 chilometri solo per chi abita in piccoli centri.

L’avere un po’ esagerato ieri può essere stata una mossa poco furba da parte della popolazione: infatti il presumibile incremento degli indici di contagio porterà quasi certamente ad un inasprimento delle misure restrittive e, con buona probabilità, ad un ritorno al lockdown totale della scorsa primavera.

Un severo avvertimento è stato lanciato da Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe e membro del CTS governativo: «Con i tre mesi di inverno che ci aspettano e l’impatto dell’influenza annuale, oltre che il senso di liberazione per l’arrivo del vaccino contro il CoViD, ecco servita la tempesta perfetta per la terza ondata».