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“Seppellire” il treno per Orio: un progetto alternativo

Il Comitato di Quartiere di Boccaleone, per principio, non si dichiara contrario al collegamento ferroviario tra la Stazione di Bergamo e l’aeroporto di Orio, ma vorrebbe che non impattasse troppo pesantemente sul territorio interessato dal tracciato in superficie, così da non turbare le abitudini dei residenti conservando integralmente l’attuale qualità della loro vita oltre che rispettando l’ambiente.

Una richiesta che sembrerebbe ragionevole e del tutto condivisibile se, accettata, non rischiasse di comportare, come sempre succede nel nostro Paese, un allungamento biblico dei tempi di realizzazione, il cui termine supererebbe di gran lunga l’inizio delle Olimpiadi invernali del 2026, vera motivazione del previsto collegamento ferroviario tra Orio e Milano via Bergamo.

Non più un treno di superficie, quindi, ma una sorta di “metropolitana” da far correre nel sottosuolo per gran parte del tracciato tra Bergamo e Orio, ossia all’incirca cinque chilometri. Al progetto alternativo, denominato “RICUCIAMO” ed elaborato a cura del Comitato di Quartiere di Boccaleone, hanno aderito la Sezione di Bergamo di Italia Nostra, il Circolo Legambiente di Bergamo, il Comitato di Quartiere Campagnola, l’Associazione per il Villaggio APS, l’Associazione Colognola per il suo futuro APS, il Comitato Ambiente e Salute San Tomaso de’ Calvi, il Coordinamento Provinciale delle Associazioni e dei Comitati Ambientalisti.

Un progetto già presentato dal Comitato di Quartiere di Boccaleone alla cittadinanza lo scorso 15 maggio sul Sentierone e per sostenere il quale è stata indetta per domani, sabato 22 maggio alle ore 16:00, una manifestazione nel centro di Bergamo, proprio davanti alla sede del Comune in Piazza Matteotti.

Lo stesso Comitato organizzatore, nel suo comunicato stampa «Treno sì, ma non così!», denuncia che RFI, con il suo progetto di una ferrovia che attraverserà il quartiere di Boccaleone, che con i suoi oltre 7.000 abitanti è il più popoloso della città, finirà per creare «una pesante e irreversibile frattura, con servizi sociali, scolastici, religiosi, commerciali che non saranno più fruibili soprattutto dalle persone più anziane e dai bambini che ancora non si muovono in autonomia; si avranno pesanti ripercussioni di traffico anche nei quartieri vicini e verrà rovinata la cintura verde, inserita nel Parco dei Colli».

Ma in che cosa consiste la suggestiva proposta dei residenti di Boccaleone? Si tratta di un sostanziale interramento della tratta ferroviaria che, secondo lo studio elaborato dal comitato stesso, potrà consentire concreti e immediati benefici quali:

• la riunione di due parti del quartiere, Boccaleone e Clementina;

• l’allontanamento del rischio di degrado e dell’insorgere di situazioni di disagio e pericolo;

• l’abbattimento di ogni barriera architettonica;

• il mantenimento del transito veicolare in via Recastello;

• il rispetto della cintura verde a sud di Bergamo.

L’evidente aggravio di costi derivanti dall’interramento, che risulterebbero almeno triplicati rispetto all’attuale progetto RFI, potrebbe essere compensato almeno in parte da alcuni risparmi, sempre secondo i promotori del progetto “RICUCIAMO”, in quanto non sarà più necessario:

• installare nel quartiere di Boccaleone lungo l’asse ferroviario, per quasi 1 km, i previsti pannelli divisori alti oltre 7 metri;

• costruire la passerella di oltre 8 metri per scavalcare la ferrovia;

• chiudere al transito via Recastello;

• costruire il sottopasso ciclo-pedonale nella stessa via Recastello;

• realizzare il viadotto ferroviario in via Lunga;

• concentrare il traffico veicolare in via Gasparini, via Rosa e via Isabello, dove insistono ben tre edifici scolastici.

Come è facile notare, si tratta di una proposta del tutto condivisibile dal punto di vista della popolazione residente ma anche di molti bergamaschi, ma inquadrata in una questione complessa che non offre grandi margini di trattativa a meno di accettare come male minore la marginalizzazione di Bergamo e del suo aeroporto rispetto ai grandi flussi turistici attesi in occasione delle imminenti Olimpiadi del ’26.

Venerdì, 21 maggio 2021