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Senza prevenzione e punizione non esiste sicurezza

La Bergamo della mia gioventù era molto diversa da quella di oggi: era conosciuta come la “città bianca”, saldamente cattolica e democristiana, conservatrice e protettiva nei confronti dei propri cittadini. Era il feudo di sindaci che con la locale Curia Vescovile avevano una sorta di rapporto privilegiato, benedetto dalla stampa locale, anch’essa in larga parte confessionale.

Era la Bergamo di sindaci come Galmozzi, Simoncini, Clauser, Pezzotta, Zaccarelli, Galizzi, tutti democristiani che fino al 1995 erano riusciti a tenere la città lontana dal compromesso storico. Con Vicentini il “centrosinistra” espugnò Palazzo Frizzoni dando inizio all’alternanza con i successivi sindaci, da Veneziani, Bruni, Tentorio fino a Gori.

E nel frattempo la città cresceva, si ammodernava, anche la Curia si allontanava dalla tradizione ed iniziava a dimostrarsi sensibile ai contraddittori segnali della società e della cosiddetta cultura corrente. La città lentamente si apriva, con la sua tipica generosità e umanità, sottovalutando i pericoli e spalancando le porte al “cavallo” di Ulisse considerandolo come un dono della Provvidenza.

Invece quel cavallo preparava un’invasione di gente che per Bergamo non nutriva alcun amore, gente senza un passato e senza un presente che avrebbe contribuito a mettere in pericolo il futuro di tutti, senza rispetto alcuno per le leggi e neppure per la loro stessa dignità.

Oggi basta guardarsi intorno, in spazi ben precisi ed in orari nei quali i bergamaschi amano stare in famiglia, per ritrovarsi circondati da ubriachi armati di coltelli, ombre minacciose che si agitano in gruppo, schiamazzi che poco hanno di umano, rumori di vetri infranti, un turpe commercio di carne umana e droghe, insomma tutto quel campionario tipico che contraddistingue i quartieri degradati delle periferie metropolitane.

In molti lo dicono, soprattutto i cittadini esasperati che sentono di rischiare l’incolumità uscendo di casa dopo il tramonto: qualcosa l’Amministrazione Comunale e le Forze dell’Ordine stanno facendo, ma ben altro occorre per ristabilire l’ordine e la sicurezza. Partendo dall’educazione degli ultimi arrivati, anche di certi giovani italiani che pare non riescano a concepire altro se non la violenza e la trasgressione, passando per una più efficace gestione dell’occupazione e dell’avvio alle professioni, per poi accrescere il rispetto delle regole e delle leggi attraverso un’opera di repressione più intensa e capillare ed infine consegnare ad una giustizia più severa e inflessibile i responsabili degli atti violenti ed a maggior ragione i colpevoli di reati e di delitti.

Le frequenti risse in stazione, i gruppi di giovani spaesati dalla pandemia che si danno all’alcol, lo spaccio e il traffico di droghe: in sintesi sono 32 gli ordini del giorno (di cui 26 dell’opposizione di centrodestra) che sono stati esaminati ieri sera nel capoluogo orobico nel corso del Consiglio straordinario della sicurezza a Bergamo dove Sergio Gandi, vice sindaco e assessore alla sicurezza del Comune di Bergamo, ha illustrato le linee guida che l’Ammististrazione seguirà per affrontare la situazione.

Presto la Polizia Locale verrà dotata di telecamere ad infrarossi fissate sulla divisa, le ben note “bodycam”, in grado di trasmettere on line alla centrale operativa le immagini riprese.

Con la finalità di impiego in “scenari di protezione civile”, nella ricerca di persone scomparse, in caso di calamità naturali ma anche per operazioni di Polizia Locale a supporto dei controlli di sicurezza nei parchi e nelle aree più a rischio è in arrivo il primo drone che sarà in dotazione a tre agenti, attualmente impegnati in un corso di formazione.

Altre iniziative sono in programma, dopo la moltiplicazione dei presidi di sicurezza, il raddoppio delle Unità Mobili di Quartiere, l’introduzione di un’ulteriore Unità Cinofila ed il rafforzato ricorso al servizio notturno delle Guardie Particolari Giurate. Si intende puntare ad esempio sul telecontrollo mediante l’adozione di telecamere “intelligenti” collegate con una sala operativa tecnologicamente sofisticata e che consentirà di rilevare il numero di persone presenti in un determinato luogo della città, ad iniziare dal centro di Bergamo, in modo da identificare eventuali assembramenti, ed inoltre di leggere agevolmente e con precisione le targhe dei veicoli in dieci varchi di accesso alla città.

L’Amministrazione è già impegnata a valutare anche ulteriori iniziative, prima delle quali l’introduzione del divieto di consumo di alcol al di fuori dei pubblici esercizi e delle attività autorizzate, per ora limitatamente all’area delle stazioni e nelle vie limitrofe, il ripristino delle porte di accesso alla stazione e di cancelli divelti nella zona dei Magazziti RFI, demolizione dei già dismessi magazzini merci, trasferimento del deposito biciclette nella nuova velostazione automatizzata ed infine valorizzazione del Dopolavoro Ferroviario, adiacente al deposito cicli, con il coinvolgimento dei suoi 500 soci in iniziative sociali a beneficio della città.

Secondo il sindaco Giorgio Gori, «la sicurezza non si realizza militarizzando la città: servono più agenti e più tecnologia, ma anche riqualificazione dei luoghi, illuminazione pubblica, contrasto alla marginalità, prevenzione, cura, educazione dei giovani, cultura».

Ma anche e soprattutto, aggiungiamo noi, la volontà politica che è mancata in tutti questi anni.

Martedì, 29 giugno 2021