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Sciesopoli: i «bambini di Selvino»

Nel 1933, all’inaugurazione come “palazzo dello sport” estivo per i balilla e le piccole italiane, era considerata dalla propaganda di regime come la colonia più bella d’Europa: il nome “Sciesopoli” che le era stato assegnato proveniva dall’unione di Sciesa, il patriota risorgimentale Amatore del famoso “Tiremm innanz!”, e polis, ossia comunità.

Il 21 settembre del 1945, a guerra mondiale ormai finita, la colonia di Sciesopoli venne affidata alla comunità ebraica milanese e da essa alla Brigata Ebraica. Un soldato di questa, Moshe Zeiri, la diresse insieme con sua moglie Yehudit, applicando un originale metodo pedagogico e trasformandola in una struttura accogliente e funzionale per le centinaia di bambini ebrei, moltissimi dei quali orfani, sopravvissuti alle retate nei ghetti, alle crudeltà dei campi di sterminio o vissuti per strada.

Sono stati circa 800 i “bambini di Selvino” che tra il 1945 e il 1948 furono ospitati in quel edificio, noto come “Sciesopoli”, provenienti da tutta Europa: dai campi, dalle foreste, dai monasteri e da altri luoghi in cui si erano nascosti durante la guerra. Era stato una struttura ricreativa per giovani fascisti italiani e diventò il confortevole rifugio delle vittime del nazifascismo.

In occasione della “giornata della memoria” il Comune di Selvino ha deciso di rendere omaggio alla sua storia, con un gesto significativo, conferendo la cittadinanza onoraria agli oltre ottocento bambini ebrei ed ai loro discendenti che al termine del secondo conflitto mondiale furono ospitati a Sciesopoli, uno dei simboli dell’Europa dopo l’Olocausto e una tappa storica per l’allora nascente Stato ebraico.

Insieme ai “bambini di Selvino”, il sindaco Diego Bertocchi ha conferito la cittadinanza onoraria anche alla senatrice a vita Liliana Segre, concludendo con la proposta di proporre  Selvino quale borgo della fiducia e del dialogo per la pace tra le culture religiose e casa per tutte le figlie e i figli di Israele.

Ambasciatrici della memoria sono state nominate Maria Falcone, la selvinese Aurora Cantini, Chiara De Battista, Delilah Gutman e Patrizia Ottolenghi, personalità che si sono impegnate per mantenere viva la memoria di Sciesopoli e della Shoah.

Mercoledì, 27 gennaio 2021