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Retata di no-vax individuati in internet: coinvolto anche un bergamasco

Nel profetico libro “1984” di George Orwell la Psicopolizia (in neolingua “thinkpol”) gioca un ruolo importante nella gestione della società e dei suoi rapporti con il potere: il controllo delle intenzioni dei singoli ed il tentativo di uniformare il pensiero della massa sono capisaldi assolutamente irrinunciabili per la sopravvivenza dello Stato.

Tutto ciò può apparire paradossale ad un osservatore superficiale, ma esistono segnali a volte impercettibili per i più che nascondono seri problemi in avvenire: quando prevenzione sconfina nell’intimidazione, quando vengono perseguiti reati non ancora compiuti e neppure pianificati, quando semplici indizi o peggio pregiudizi vengono elevati al rango di prove, quando un dissenso civile viene etichettato come atto sovversivo.

La violenza non è mai accettabile, sia quella compiuta da gruppi di facinorosi senza un futuro, sia quella perpetrata dalle istituzioni quando eccedono il loro mandato, sia dalla politica se calpesta le norme della civile convivenza e della democrazia: arrestare un criminale è lecito e anzi doveroso, ma spacciare per criminale chi non ha compiuto alcun atto di violenza se non scomposte intemperanze verbali lo è allo stesso modo?

Sono otto gli iscritti ad un gruppo “Telegram” indagati dopo il blitz e le perquisizioni di questa mattina: due soggetti del milanese, due di Roma, uno di Reggio Emilia, uno di Venezia, uno di Padova ed infine un 53enne bergamasco, trovato in possesso di due pistole ad uso sportivo, regolarmente detenute, al quale verrà revocato il permesso.

Se si fosse applicata la stessa intensità di reazione e la stessa determinazione negli anni di piombo, quando la minaccia delle Brigate Rosse costringeva gli italiani a proteggere le finestre con sacchi di sabbia, forse non ci sarebbero state le decine di morti assassinati dal fanatismo politico. Ma quelli erano solo «compagni che sbagliavano».

Gli attuali otto “pericolosi nemici dello Stato” identificati stamattina si definivano sul social Telegram «i guerrieri», termine un po’ gigionesco che tutto suggerisce tranne la volontà di provocare sanguinose sommosse, ma la Polizia di Stato, coordinata dalla Sezione distrettuale Antiterrorismo della Procura di Milano, è sicura di aver messo le mani su una pericolosa frangia di No-Vax intenzionati a realizzare rudimentali ordigni «fai da te» ed a costituire un arsenale di catene, tirapugni, baionette e coltelleria simile, più o meno lo stesso armamentario dei Centri Sociali quando devastano le città.

Per stessa ammissione degli inquirenti, il gruppo è composto da aderenti con un «profilo basso» senza «esponenti d’area», gente comune: disoccupati, operai, portinai, camerieri; «i guerrieri» risultano indagati per istigazione a delinquere aggravata, in quanto le loro intenzioni erano di «mutare o condizionare la politica governativa e istituzionale in tema di campagna vaccinale mediante azioni violente».

Enrico Scarpellini

Giovedì, 9 settembre 2021