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Norme CoViD: chi ha aperto e chi deve ancora aspettare

C’è voluto più di un anno, un cambio al vertice dell’esecutivo, un’impronta militare nella campagna vaccinale, una serie di interventi sul campo volti a moltiplicare e consolidare gli strumenti difensivi e di controllo della diffusione del virus e un’evidente tendenza attuale alla caduta degli indici di allarme, o forse un semplice calcolo di probabilità e la valutazione del rapporto tra costi e benefici economici: sta di fatto che la stagione delle riaperture, che ci si augura definitive, è finalmente iniziata.

Ieri, sabato 22 maggio, è toccato agli impianti sciistici che hanno riavviato i motori e rimesso in movimento le funi e ai centri commerciali, rimasti fino alla scorsa settimana chiusi nei weekend. Domani lunedì sarà la volta delle palestre, che potranno offrire i loro attrezzi ad una clientela distanziata secondo le regole, mentre tutta la Penisola assumerà un solare colore giallo. In arancione era rimasta solo la Valle d’Aosta.

Le cifre incoraggianti riguardano la discesa del tasso di positività (test positivi sul totale eseguiti) e la netta diminuzione dei posti occupati nelle terapie intensive e dei ricoveri, oltre un Rt nazionale (indice di contagio) sceso a 0,78, tutti elementi che hanno permesso al premier Draghi di esprimere cauto ottimismo: «stiamo iniziando a vedere la fine di questa tragedia; per la prima volta in un anno e mezzo la normalità si avvicina».

L’ultimo decreto legge fissa un preciso calendario di riaperture graduali, con criteri francamente incomprensibili: dal primo giugno i locali interni di bar e ristoranti, dal 15 giugno saranno consentiti matrimoni e riapriranno parchi tematici e centri congressi mentre il primo luglio otterranno il via libera corsi di formazione, sale giochi, centri benessere e piscine al coperto.

L’obiettivo ora è la zona bianca: scaldano i motori, in particolare, le regioni che hanno già meno di 50 casi su 100mila abitanti: per la Lombardia la data chiave potrebbe essere il 14 giugno. A quel punto resterebbe in vigore soltanto l’obbligo della mascherina e del distanziamento fisico, oltre all’areazione e sanificazione dei locali.

In attesa del fatidico «bianco», che restituirà una quasi normalità all’intero Paese, restano in vigore attualmente le regole del «giallo», compreso il cosiddetto “coprifuoco”, già portato alle ore 23 per poi passare alle 24 dal 7 giugno e finalmente scomparire del tutto il 21 giugno, data di inizio ufficiale dell’estate.

Domenica, 23 maggio 2021