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L’incubo della frana sul Sebino

Martedì, 2 marzo 2021

Nel tratto della sponda bergamasca del Sebino interessato dalla frana, un milione e mezzo di metri cubi di materiale che si sta muovendo a velocità costante, la preoccupazione è palpabile: molti si chiedono che cosa succederebbe se ci fosse un distaccamento roccioso di considerevoli dimensioni e se migliaia di metri cubi di materiale precipitassero in acqua nello stesso istante. In quel caso ciò che si teme maggiormente è un’onda anomala, uno tsunami che potrebbe cambiare la geografia di questi luoghi.

Il geologo Nicola Casagli, docente di geologia applicata all’Università di Firenze e responsabile del centro di competenza del Dipartimento nazionale della Protezione civile, invita tuttavia alla calma gettando acqua sul fuoco: «Se la frana cadesse avremmo il tempo di dare l’allarme», assicurando che «il sistema di monitoraggio attualmente installato è molto sofisticato e permette di cogliere i “precursori”, cioè i segnali in base ai quali si può comprendere precocemente che è in atto l’accelerazione della frana».

Fresco di nomina a presidente dell’Istituto nazionale di oceanografia e di geofisica sperimentale, Casagli studia e tiene sotto controllo frane in tutta Italia e quella che minaccia Tavernola e le altre località rivierasche, a suo giudizio, «non è certo la più pericolosa, ma ha la particolarità di avere grandi dimensioni e di trovarsi a ridosso di un lago, una variabile di cui dobbiamo tenere conto».

Costante è il suo contatto con la Regione Lombardia e con Sergio Santambrogio, il geologo incaricato dai tre Comuni di Tavernola, Vigolo e Parzanica di tenere sotto costante osservazione il movimento della frana che dal monte Saresano si teme possa precipitare sul cementificio per finire poi nel lago. «Tutti gli strumenti di controllo a nostra disposizione – sottolinea Casagli – ci consentiranno di prevedere il comportamento della frana, ma su una cosa possiamo già essere certi: non cadrà all’improvviso, avremo comunque diverse ore di anticipo per mettere in sicurezza la popolazione».

Frattanto la vita nelle località isolate dal rischio di frana cerca di svolgersi nel migliore dei modi possibili, anche ricorrendo, come questa mattina a Parzanica, all’intervento di un elicottero: nella piccola località che conta meno di 400 anime, con il supporto della Protezione Civile sono stati infatti trasportati due infermieri dell’Asst Bergamo Est insieme con il direttore sanitario Gabriele Perotti e l’infettivologo Enrico Bombana per la somministrazione di una quarantina di dosi di vaccino anti Covid “Moderna” ad un gruppo di anziani over 80 del luogo.

Per assicurare la vaccinazione ai cittadini del paese isolato era stata attivata in tempi record una task force grazie alla fattiva collaborazione tra Battista Cristinelli, sindaco di Parzanica e Alberto Maffi, sindaco di Gandosso nonché presidente dell’assemblea dei sindaci dell’Ambito.