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L’Autostrada della discordia

Il copione della stucchevole battaglia ideologica si ripete puntualmente anche su progetti concreti e utili come l’autostrada Bergamo-Treviglio, che dovrebbe attraversare il territorio trevigliese ma che prima dovrebbe superare gli ostacoli di una campagna elettorale locale che si sta facendo molto accesa.

Due gli schieramenti opposti: da una parte il PD ed il M5S con quattro liste civiche collegate a Matilde Tura, candidata DEM, impegnate per il «no», mentre dall’altra la Lega, Fratelli d’Italia, Forza Italia e le liste “Io Treviglio” e “Con Mangano” a fianco di Juri Imeri, sindaco leghista uscente, tutti schierati da sempre per il «sì».

Il contributo a fondo perduto di 130 milioni da parte della Regione Lombardia ha rinfocolato una disputa che appariva in stallo: a fare da contrappeso la mossa di Giorgio Gori, sindaco del capoluogo orobico, che ad ottobre ha “accorciato” il progetto limitandolo ad una “Treviglio Dalmine” di molto minore significato. Matilde Tura, la candidata del centrosinistra, sintetizza: «Il progetto approvato penalizza la nostra città, perché oltre a non portarci a Bergamo devasta tutta l’area verde tra la Geromina e Castel Cerreto».

A rompere il fronte delle opposizioni Italia Viva che è uscita dallo schieramento della Tura, anche a causa del nodo autostrada: «Siamo convinti — dice il consigliere comunale Stefano Sonzogni — che Treviglio debba essere al centro di collegamenti veloci. L’asse Est-Ovest con Brebemi ha portato sviluppo, l’obiettivo deve essere lo stesso sull’asse Nord-Sud. Se si ottiene con un’autostrada per noi è imprescindibile che sia gratuita nel tratto che funzionerà da tangenziale ovest della città».

L’impatto dell’opera sul territorio, che va governato soprattutto nel tratto a nord di Treviglio, viene ammesso dal sindaco uscente Juri Imeri: ci si aspetta da chi ha la governance della società che garantisca solidità, tempi certi e una vera relazione con i comuni interessati.