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In vista dello sblocco dei licenziamenti

L’anno zero, la discriminante per qualsiasi valutazione, è l’anno 2020, l’annus horribilis, il periodo peggiore di tutto il dopoguerra, quello della caduta verticale della produzione, la rivoluzione nei consumi, l’azzeramento delle attività del settore terziario, l’agonia del lavoro autonomo: per ogni fenomeno da osservare statisticamente c’è un prima, il 2019 che si definisce convenzionalmente “pre-CoViD”, ed un dopo emergenza, ossia il 2021, l’anno corrente che ci auguriamo sia anche quello del lento ritorno alla normalità.

Per quanto riguarda il mondo del lavoro i riflessi dell’emergenza sanitaria non si sono fatti praticamente sentire nel pubblico impiego, dove la copertura e la protezione del lavoratore sono complete, mentre nel privato gli effetti della sospensione di molti cicli produttivi avrebbero determinato un grave contraccolpo sull’occupazione se non fosse intervenuto il blocco dei licenziamenti insieme con l’utilizzo della Cassa Integrazione per tamponare con risorse pubbliche e contributi delle imprese la situazione determinata dagli improvvisi esuberi di personale.

L’Osservatorio Mercato del lavoro-Settore Sviluppo della Provincia, nel suo recente report, ha mostrato in dettaglio i dati numerici e le relative percentuali confrontando il primo trimestre di quest’anno con quello del 2019 e quello del 2020: proprio per l’eccezionalità del 2020, per misurare il trend dei movimenti riguardanti l’occupazione, in aumento o in diminuzione, il corretto confronto riteniamo vada fatto solo fra le risultanze del primo trimestre 2021 e i dati dell’analogo trimestre 2019.

Le assunzioni con contratto di lavoro dipendente nella nostra provincia a marzo di quest’anno sono state 9.458 sulle 10.328 del marzo 2019 (ossia l’8,4% in meno, ma in lenta risalita rispetto al 2020). Sempre secondo il citato report, il saldo mensile riferito a marzo di quest’anno è positivo per il terzo mese consecutivo e segna un incremento di 983 unità: nell’intero trimestre le assunzioni sono state 29.224 e le cessazioni 22.559, con un saldo positivo di 6.665 posizioni di lavoro.

Interessante è notare come le assunzioni siano aumentate in tutti i settori tranne il commercio ed i servizi, dove la perdita di posti di lavoro rispetto al 2019 tocca il 26%. Al contrario mostrano progressi l’agricoltura, (+8,7%), l’edilizia (+9,3%) e l’industria (+5,3%) dove però il saldo in incremento di 720 posizioni lavorative è ancora molto distante dalle 1.937 del primo trimestre 2019.

Sono quelli a tempo indeterminato i contratti di assunzione in netto calo, il 34,6% in meno rispetto al 2019, mentre le stabilizzazioni nei primi tre mesi del 2021 si sono fermate a 2.106. In questo trimestre risultano in forte aumento le assunzioni di conduttori di impianti, di addetti ai macchinari e di conducenti di veicoli, di operai specializzati, mentre fra le professioni non qualificate si registra un incremento del 4,9% rispetto ai livelli pre-CoViD.

Mercoledì, 26 maggio 2021