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Coprifuoco: stato di necessità o eccesso di prudenza?

Giorgio Gori, sindaco del capoluogo orobico, si batte per conservare la norma liberticida del coprifuoco, concedendo al massimo di spostarlo dopo le 23. Ovviamente in nome del bene comune e seguendo il principio di “prudenza”, con il conforme sottofondo della voce del prof. Fabrizio Ernesto Pregliasco, attuale Direttore Sanitario dell’Istituto Ortopedico Galeazzi di Milano, oltre che Ricercatore Confermato in Igiene Generale ed applicata all’Università degli Studi di Milano, ma anche Consigliere del Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro (quel famoso CNEL che si voleva chiudere con referendum popolare) e Membro del Consiglio Nazionale del Terzo Settore al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.

Entrambi, Gori e Pregliasco, riparandosi dietro il CTS e non meglio precisati esperti, scoprono che il residuato bellico del coprifuoco ha la grande capacità di regolare i contatti e la mobilità ed in questa fase «è meglio procedere in modo progressivo perché ogni contatto è ancora un rischio e più li si limita, meglio è». Che tradotto significa mantenere i giovani e le famiglie lontani dagli spazi destinati alla socialità ed i bar e ristoranti sadicamente ancora sulla corda.

Superando il paternalismo di certe istituzioni che considerano gli italiani irresponsabili e la soppressione delle libertà fondamentali una necessità, c’è comunque da augurarsi che l’equilibrio e la saggezza politica di Draghi consentano di terminare questa settimana con una decisione risolutiva: la soppressione del coprifuoco o almeno il suo spostamento oltre le ore 23.

La barra dell’esecutivo resta ferma sulla rotta stabilita: graduali riaperture fino ad inizio estate ma sempre con la prudenza indispensabile per non essere costretti poi a disastrosi passi indietro. Domani nell’incontro tra Governo e Regioni sarà esaminata la possibilità di una modifica dei parametri che determinano il cambio di colore e in particolare dell’Rt., agganciandolo alla capacità di risposta alle emergenze da parte delle strutture sanitarie.

Frattanto la curva dei contagi e delle vittime mostra una lenta ma continua discesa: 5.080 i nuovi casi delle ultime 24 ore, mai così pochi dall’8 ottobre scorso, mentre si osserva un progressivo svuotamento delle terapie intensive. La campagna di vaccinazione procede ormai a pieno regime sotto la guida del generale Figliuolo: è stata superata la quota di 24 milioni di somministrazioni e gli italiani che hanno ricevuto almeno una dose sono, alla data di ieri, il 28,08% (16.747.147) dell’intera popolazione.

I numeri complessivi della pandemia in Italia sono in netto e costante miglioramento: particolarmente incoraggiante è la tendenza alla diminuzione dei nuovi ingressi, che hanno toccato il numero più basso dall’inizio dell’epidemia, con una riduzione del 15%. Un risultato ottenuto grazie all’azione congiunta dei metodi di prevenzione, come il distanziamento fisico e l’uso della mascherina, della vaccinazione a partire dai soggetti considerati più fragili ed alla diffusione di terapie domiciliari tempestive, tanto efficaci quanto inspiegabilmente osteggiate dal sistema.

Martedì, 11 maggio 2021