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Annega ieri nel Serio a Gorle uno studente senegalese

Si chiamava Ibrahima Seck, era nato in Senegal il 4 maggio 2004 ma da anni ormai risiedeva a Verdellino con la famiglia, composta dai due genitori e da quattro fratelli. Studiava all’Enfapi di Treviglio per diventare meccanico e non aveva grilli per la testa: si concedeva nel tempo libero qualche passatempo con i suoi amici coetanei, più o meno come ieri, senza però immaginare che martedì 15 giugno alle 15,30 sarebbe stato il suo ultimo appuntamento.

Nel folto gruppetto di amici che avevano preso il treno per raggiungere Gorle c’era anche suo fratello Mame Mor, di due anni più giovane: l’idea era di passare qualche ora al fresco sulla riva del fiume, anche se la balneazione è vietata come per tutti i corsi d’acqua bergamaschi, magari lanciandosi in qualche tuffo proprio nei pressi di una cascata di tre metri che si forma quando la portata del fiume aumenta, come in questo periodo.

Una temperatura di trenta gradi e una invitante cascata possono far dimenticare ad un ragazzo pieno di vita come Ibrahima di non saper nuotare e che sotto la caduta d’acqua si formano pericolosissimi vortici in grado di mettere in serie difficoltà anche i nuotatori più esperti. Si è così tuffato, d’istinto, nelle gelide acque del Serio e si è subito reso conto di essere in difficoltà, ma la corrente e i mulinelli lo hanno allontanato dalle braccia dei suoi amici che tentavano di trattenerlo. Ibrahima è stato così trascinato al largo senza possibilità di scampo e inghiottito dal Serio.

Immediata la richiesta di intervento tramite i cellulari dei suoi amici ed in pochi minuti via ai Campi Bassi, che collega l’abitato di Gorle con il Serio, si è riempita di mezzi dei soccorritori: i sommozzatori volontari di Treviglio, i vigili del fuoco del nucleo speleologico fluviale, le ambulanze del 118, i carabinieri della tenenza di Seriate e la Protezione civile, mentre l’elisoccorso del 118 prelevava a Treviglio due sub ed in pochi minuti li portava a Gorle sulla riva del Serio.

Ma per Ibrahima non c’era più nulla da fare: lo stesso fiume ha restituito poco dopo il suo corpo senza vita nello stesso punto dove si era tuffato: i sommozzatori lo hanno recuperato, dopo essere stato sballottato per oltre mezz’ora da vortici e mulinelli.

La Procura, in assenza di dubbi sulle circostanze della morte, ha subito disposto il nullaosta alla restituzione della salma del diciassettenne ai familiari, senza necessità di alcuna autopsia: su richiesta dei genitori, si sta organizzando il rimpatrio della salma in Senegal, dove successivamente verranno celebrati i funerali.

Mercoledì, 16 giugno 2021