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Anche la bergamasca a rischio per la pericolosa zanzara coreana

Sempre nuove minacce attentano alla vita e alla salute dell’umanità. Questa volta non si tratta di un virus di provenienza asiatica, come quasi tutti da molti decenni a questa parte, e neppure la megalomane follia di qualche dittatore psicopatico che spara razzi potenzialmente dotati di armi atomiche intorno alla Terra, ma di un nemico altrettanto subdolo e pericoloso in grado di colpire chiunque: la «Aedes koreicus», la zanzara coreana resistente al freddo, probabilmente originata nell’isola vulcanica sudcoreana del distretto di Jeju e che è ormai endemica in Giappone, nel nord della Cina, in Corea del Sud e in alcune zone della Russia.

Ora sta conquistando il nostro territorio, partendo proprio dal settentrione: infatti nel 2011 era stata già segnalata nel bellunese, ad altitudini e condizioni climatiche inadatte per la sopravvivenza della maggior parte delle specie di zanzare, ma ora la sua diffusione sta coinvolgendo la Lombardia, come dimostra una ricerca dell’Università degli Studi di Milano, pubblicata sulla rivista «Parasites & Vectors».

Nell’estate dello scorso anno, durante un programma di sorveglianza di siti a rischio di introduzione di nuove zanzare invasive tra le province di Bergamo e Brescia, i ricercatori hanno prelevato da raccolte d’acqua, piccoli stagni, vasche artificiali e contenitori circa 6.000 larve e centinaia di uova di zanzara: molte di queste zanzare sono state identificate come appartenenti alla specie «Aedes koreicus»,

Questi insetti molesti non sono solo inutili e fastidiosi quanto le mosche, ma hanno la terribile capacità di trasmettere virus patogeni per l’uomo e per gli animali. Purtroppo la zanzara coreana, a differenza delle “sorelle” del genere Aedes quale la «Aedes albopictus», nota come zanzara tigre, originaria dell’Asia e ora diffusa in tutta Europa, tollera molto bene le basse temperature, tanto che ha già colonizzato una vasta area montana e collinare del Trentino e del Veneto, spingendosi rapidamente verso ovest e verso sud.

Diversi fattori contribuiscono a favorire la diffusione di specie aliene di zanzare: le condizioni climatiche, l’intenso movimento di persone e di merci, la disponibilità di ambienti adatti allo sviluppo delle larve e di ospiti sui quali questi insetti possano compiere il loro orrendo pasto di sangue.

La sua presenza segnalata nella bergamasca induce alcuni a sospettare che il vettore scelto dall’ospite indesiderato sia stato proprio l’aeroporto internazionale di Orio, ma ovviamente su questa fantasiosa ipotesi non potranno mai esserci conferme. Più probabile è l’introduzione nella provincia di Bergamo da altre zone dell’Italia o della Svizzera dove la zanzara coreana si è già diffusa.

Mercoledì, 20 ottobre 2021