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Accelera in bergamasca la corsa alle vaccinazioni

Sul tema del contrasto al CoViD-19 attraverso le terapie antinfiammatorie domiciliari tempestive, nei giorni scorsi si sono susseguiti segnali positivi e notizie sconfortanti: dopo l’autorizzazione rilasciata dai competenti organismi è infatti intervenuto il ricorso del ministro Speranza presso il Consiglio di Stato, con la conseguente ovvia decisione di bloccare tutto. Si torna quindi agli antipiretici e alla “vigile attesa” che la salute del paziente sia arrivata ad un punto tale di compromissione da consigliarne il ricovero in ospedale.

Eppure fin dallo scorso novembre era stata dimostrata l’efficacia delle cure domiciliari proposte dal protocollo destinato ai medici di base ed elaborato dal professor Giuseppe Remuzzi, direttore dell’Istituto Mario Negri, affiancato dai suoi ricercatori Norberto Perico e Monica Cortinovis e con la partecipazione del professor Fredy Suter, per anni primario dell’Unità di Malattie infettive degli allora Ospedali Riuniti e oggi primario emerito del «Papa Giovanni XXIII».

Altri studi sono in corso nei principali centri di ricerche in tutto il mondo per individuare nuove terapie da associare alla pratica della vaccinazione di massa: ad esempio un super anticorpo monoclonale conosciuto come CoV-X2 è stato sviluppato da un team internazionale, finanziato dall’Unione europea, che comprende anche i ricercatori del Policlinico San Matteo di Pavia, e sarebbe in grado anche di prevenire l’infezione da Coronavirus.

Ma oggi l’arma più efficace sembra ancora essere il vaccino e su questo versante la Lombardia ed in particolare la bergamasca stanno facendo segnare cifre da record: ieri il totale delle dosi ha raggiunto nella nostra provincia quota 13.044, più del doppio di quelle somministrate dieci giorni fa.

Occorre tenere presente che il piano nazionale prevede a pieno regime mezzo milione di vaccinazioni giornaliere, e che quindi la Lombardia dovrebbe essere in grado di somministrare giornalmente 85 mila dosi, delle quali 8.500 in bergamasca. Le oltre tredicimila eseguite questo lunedì testimoniano la validità del sistema sinergico attivato dalle nostre tre Asst: gli ospedali privati, i medici di medicina generale e l’assistenza domiciliare integrata.

Disaggregando il dato complessivo di 13.044 dosi è interessante notare che il 76% (9.960) è stato somministrato da Asst Papa Giovanni XXIII di Bergamo, Asst Bergamo Est e Asst Bergamo Ovest, mentre il restante 24% è da suddividere fra le cliniche e gli ospedali privati (2.186), la cooperativa di medici Iml che, in autonomia, gestisce l’hub vaccinale di Albino (576), i medici di base (270) e gli operatori sanitari dell’Assistenza domiciliare integrata (52) con la campagna di vaccinazione a domicilio.

Ma l’obiettivo per la Bergamasca è ancora più ambizioso: le capacità vaccinali, con le attuali forze rappresentate dagli hub e dal personale sanitario, se affiancate da una sufficiente disponibilità dei vaccini, possono consentire di raggiungere senza problemi la quota giornaliera di 18 mila dosi o quella record di ventimila se si sommano le somministrazioni negli ambulatori dei medici di base e nelle farmacie.

Martedì, 27 aprile 2021