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Siccità, in caso di emergenza San Pellegrino potrà rifornirsi alle fonti della Nestlè

Siccità e bacini mezzi vuoti? Per San Pellegrino – universalmente conosciuta come città dell’acqua – la crisi idrica di questi mesi non dovrebbe portare a razionamenti dell’acqua potabile (chiusura dei rubinetti). Dopo l’invito di Uniacque (che gestisce anche l’acquedotto di San Pellegrino) a emettere ordinanze in cui si invita la popolazione a evitare gli sprechi (ovvero usi diversi da quelli igienico-alimentari), il vicesindaco di San Pellegrino Vittorio Milesi ha voluto rassicurare i suoi concittadini.

Abbiamo in essere una convenzione con la Sanpellegrino (gruppo Nestlè) – dice – che prevede l’utlizzo delle loro sorgenti in caso di difficoltà del nostro acquedotto”. San Pellegrino capoluogo è rifornito dalla sorgente del Boione, mentre alcune frazioni in zona Alino da sorgenti autonome. Uniacque (che ha indicato in 25 i Comuni orobici più a rischio) fa sapere che i bacini sono oggi intorno al 30% delle loro normale portata. Il Comune di San Pellegrino ha emesso sabato 4 un’ordinanza in cui si invita la popolazione a evitare gli sprechi.

Domenica 5 giugno 2022