“Le migliaia di segnalazioni e lamentele ricevute da cittadini e agricoltori indicano che il fenomeno è ben più diffuso e impattante di quanto documentato ufficialmente. Risulta perciò necessario intervenire tempestivamente con misure efficaci di prevenzione e contenimento”.
A dirlo è stato Carlo Bravo, vice presidente della Commissione Agricoltura di Regione Lombardia commentando, mercoledì 8 aprile, i dati della ricerca di Polis, commissionata dalla Regione. Dati in cui emerge la difficilissima convivenza tra grandi predatori, orsi e lupi, e allevatori e agricoltori: secondo la ricerca gli orsi in Lombardia sarebbero 8, le coppie di lupi una cinquantina (Bergamo, Brescia e Sondrio).
Dati, evidentemente, sottostimati, come sottolineato dalla stessa Regione. Visto che nella sola Val Taleggio sono stati segnalati 15 lupi. Ed è qui che, più recentemente, si sono avuti più casi di predazione: “Tenere capre e pecore è ormai diventato impossibile“, dicono gli allevatori.
“A RISCHIO GLI ALLEVAMENTI BOVINI”
La scorsa estate furono le capre del noto alpinista Simone Moro, al pascolo sul monte Cancervo di San Giovanni Bianco, ad essere sbranate. Nelle ultime settimane, invece, 15 le pecore sbranate dai lupi in Val Taleggio, a tre allevatori: Luciano Bellaviti di Pizzino, quindi Eros ed Elio Arnoldi di Peghera. Animali che servivano per tenere pulito il pascolo, renderlo quindi disponibile per le mandrie di vacche, attività vitale per il territorio.
Ora a Peghera non resta neppure una pecora. “Inutile comprare pecore se poi dobbiamo tenerle rinchiuse – dicono Eros ed Elio Arnoldi -. Ora in paese più nessuno tiene pecore, e i lupi arriveranno ad assalire i vitelli. Il risultato sarà che il bosco avanzerà e ci saranno sempre meno pascoli. Gli allevamenti bovini andranno in difficoltà. La Val Taleggio rischia di diventare un parco naturale di animali, ma senza uomini”.
“Lo studio Polis presentato mercoledì 8 aprile, offre un quadro conoscitivo prezioso, ma conferma anche come i dati ufficiali attuali siano ancora sottostimati rispetto alla reale pressione che il territorio lombardo sta subendo. Per quanto riguarda il lupo e i grandi predatori, la discrepanza tra le stime e le segnalazioni quotidiane di allevatori e cittadini è evidente: serve un approccio realistico che metta al centro la gestione e la sicurezza delle comunità rurali”. Così i consiglieri regionali di Fratelli d’Italia Pietro Macconi, Alberto Mazzoleni e Michele Schiavi commentano gli esiti della ricerca sulla presenza dei grandi predatori e delle specie invasive in Lombardia.
Giovedì 8 aprile 2026










