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Juri speaker tra il pubblico alle Olimpiadi: “Un orgoglio per la Val Brembana”

Da Olmo al Brembo e Branzi (dove gestisce con fratello e sorella un bar) alle Olimpiadi di Milano-Cortina 2026 come speaker. E’ l’esperienza vissuta da Juri Pianetti, 44 anni, per le due settimane in cui è stato Emcee (Master of Ceremonies) alla Venue di Bormio, accompagnando tutte le gare di sci alpino e l’esordio olimpico dello sci alpinismo.


Quella dell’Emcee è una figura spesso poco raccontata nei resoconti ufficiali, ma centrale nella costruzione dell’esperienza dal vivo. È la voce che guida il pubblico lungo l’intera giornata di gara, il punto di riferimento che collega campo gara e tribune, organizzazione e spettatori, sport e spettacolo. È il ritmo dell’evento, il collante che tiene insieme energia, informazioni e coinvolgimento.


Durante le giornate olimpiche, le tribune hanno registrato il tutto esaurito per l’intero periodo delle competizioni, con una partecipazione attiva e costante. In questo contesto, spettatori, con bandiere provenienti da ogni parte del mondo, sono stati accompagnati dalla voce di Juri durante ogni giornata: presentazione del programma quotidiano, spiegazione dei momenti chiave della competizione, preparazione all’ingresso degli atleti, gestione dei tempi tecnici e animazione delle pause tra una prova e l’altra. Il coinvolgimento diretto del pubblico attraverso domande, quiz e momenti interattivi ha contribuito a mantenere alta l’attenzione e a trasformare l’evento in un’esperienza condivisa.

Essere scelto come Emcee in un contesto internazionale di primo piano come le Olimpiadi rappresenta un riconoscimento sicuramente di grande valore e una responsabilità significativa, soprattutto in una piazza simbolica come Bormio, protagonista delle gare di sci alpino e di un debutto storico quale quello dello sci alpinismo.

“Quando ho ricevuto la proposta per fare l’ Emcee alle Olimpiadi, devo ammettere che ho faticato a crederci – dice Juri -. È stata un’emozione enorme, qualcosa che mai avrei immaginato potesse capitarmi. Ho cercato di vivere questo incarico con grande impegno e senso di responsabilità, consapevole dell’importanza del contesto e dell’onore che mi è stato affidato. Essere lì, dentro un’organizzazione così grande, a fianco di uno staff internazionale che mi ha accolto con professionalità e umanità, è stato davvero emozionante. È stata un’emozione fortissima anche poter vedere gli atleti così da vicino e, in particolare, ritrovare alcuni che conosco personalmente nel mondo dello scialpinismo. Assistere al loro percorso e vivere l’esordio dello scialpinismo alle Olimpiadi è stato qualcosa di davvero unico e profondamente emozionante. Abbiamo lavorato con passione e spirito di squadra, portando a termine un compito importante in un clima di grande collaborazione”.

“Per me – conclude – è motivo di orgoglio non solo personale, ma anche per la Valle Brembana: sapere di aver rappresentato il nostro territorio in un contesto così prestigioso è qualcosa che porterò sempre con me”.

Juri alle Olimpiadi (foto Giacomo Meneghello)

Giovedì 26 febbraio 2026

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