Il Carnevale tradizionale di Dossena era tra i più antichi d’Italia. Dopo un lungo periodo di sospensione, era stato attivato all’inizio degli anni Cinquanta del secolo scorso.
Dal 2020, anno del Covid, non è stato più rappresentato. Un patrimonio culturale enorme, inserito anche nel Registro del patrimonio immateriale della Lombardia. Ancora oggi è presente – insieme a quello di Valtorta – in diversi siti Internet specializzati, come tra i Carnevali più antichi e originali. Un peccato che la Valle Brembana perda una ricchezza così unica, che nel corso dei secoli ha saputo tramandare la nostra cultura contadina.
“IMMENSO PATRIMONIO DA RECUPERARE”
A ricordare quanto per Dossena e la Valle Brembana ha rappresentato il Carnevale è Sebastian Zani, musicista alla Scala di Milano, parte della famiglia che per anni ha tramandato questo patrimonio. Riportiamo volentieri il suo pensiero nostalgico quanto carico di affetto.
“Nel calendario delle tradizioni bergamasche, il fine settimana che precede il Mercoledì delle Ceneri ha rappresentato per anni un momento di straordinaria coesione per i cittadini di Dossena. Desidero oggi ricordare le Mascherate di Dossena, la cui ultima edizione è andata in scena nel 2020, segnando un capitolo molto importante della nostra storia.
“Durante il fine settimana, le contrade di Molini, Carale, Gromasera, Adelvai, Ca’ Astori e Villa diventavano il palcoscenico di un “rito” che si articolava su tre serate (venerdì, sabato e domenica). Il merito di aver preservato per anni questo patrimonio va riconosciuto a mio nonno, Pietro Zani, sceneggiatore e drammaturgo, la cui mente ha guidato la costruzione e l’ideazione di ogni singola maschera e costume. Insieme a lui, un gruppo affiatato di attori ha saputo interpretare figure iconiche come l’òm del bòsc, l’arlechí, la ègia, ol vèč, e tanti altri; è doveroso ringraziare coloro che non ci sono più, che hanno messo il cuore e hanno dato voce alle maschere”.
“Attraverso il dialetto bergamasco e l’uso sapiente della satira e dell’ironia, le Mascherate hanno saputo raccontare vizi e virtù della società, mantenendo vivo un linguaggio che è parte integrante del Dna di Dossena. Un ricordo che porto nel cuore riguarda i musicisti che aprivano e chiudevano ogni rappresentazione, con cui ho avuto la fortuna di suonare, tra cui mio zio Jhon Zani; la musica era il segnale che la festa stava iniziando e il saluto finale. È un peccato che questa tradizione si sia fermata, spero davvero che un giorno qualcuno trovi la passione e la forza di recuperare questo immenso patrimonio e di mandarlo avanti, perché Dossena e la sua storia meritano di continuare a vivere anche attraverso queste maschere”.
“Buon Carnevale, Dossena”




Sabato 14 febbraio 2026










