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Mais brembano, dieci anni fa la riscoperta: rosso, arancione e giallo. E ora cresce in Friuli

La nascita dell’associazione nel 2014, i soci una quindicina, 500 chili il record di produzione in un anno, uno il mulino per la macinatura.
Sono i numeri dei «Cerealicoltori brembani», che da circa dieci anni si curano di preservare e tramandare il «Mais nostrano orobico della Valle Brembana», una delle tante nostre eccellenze agricole. Dieci anni di coltivazioni, formazione, feste (a fine ottobre al mulino di Cusio), incontri per diffondere la cultura del mais e della biodiversità.
Perché il mais brembano è unico e forse il più adatto anche per la nostra Polenta taragna. 
La sua storia recente ha inizio a Lenna, località Cornamena, e da Cusio, dove si trova il mulino a pietra che ancora oggi lo macina e dove il Comune anni fa diede il via a una ricerca proprio sul mais della valle. 

Il mais brembano con i tre colori


Nel 2014 a Lenna, si scopre che un agricoltore, Carlo Begnis, da generazioni coltiva un mais antico.
Fu il Centro di ricerca di cerealicoltura e colture industriali di Stezzano (Crea), allora guidato da Paolo Valoti, a «ripulirlo» – per così dire -da ogni possibile contaminazione successiva: si certificò un tipo di mais dalle caratteristiche uniche, che può crescere però con tre colori diversi: rosso, arancione e giallo. E nacque l’associazione che si prefigge la sua conservazione e coltivazione, appunto i «Cerealicoltori brembani».
Primo presidente fu Roberto Capelli di Piazza Brembana. Oggi a guidare i 15 soci è Elena Ghezzi di Bergamo, educatrice di 58 anni con seconda casa a Lenna, che si è appassionata a questo progetto. Nel 2018 nasce anche il campo sociale di coltivazione, un terreno di circa 50 metri per 50 in località L’Oro di Lenna.


«Qui coltiviamo il mais dell’associazione  – spiega Ghezzi – che poi viene macinato al mulino di Cusio. La farina va poi in qualche ristorante o viene venduta a privati: l’anno record è stato nel 2018, quando abbiamo prodotto 500 chili di farina. Tutti i soci hanno il loro campo e una produzione molto limitata, a uso famigliare».
L’altro cardine del progetto è proprio il mulino di Cusio, dove il mugnaio Valerio Paleni, uno dei soci dell’associazione, si cura della macinatura ancora a pietra e anche dell’essicazione, nell’essicatoio ricavato al centro sportivo del paese.
Ma le caratteristiche della farina di mais brembana? «Un anno – racconta Elena – a Roncobello abbiamo provato a cucinare polenta con cinque tipi diversi di farina, naturalmente senza dire ai commensali la loro origine. Ebbene, è emerso che la polenta con il mais della valle ha un sapore più deciso, rustico, molto forte. Confermato anche da alcuni ristoratori che la ritengono ideale per la Taragna».


Ma l’associazione non si limita alla produzione (la raccolta avviene in autunno, generalmente a ottobre). «Facciamo formazione a chi vuole associarsi – continua – e poi visite al mulino e incontri con le scolaresche per far conoscere loro la ricchezza della biodiversità». Si chiama «Nostrano orobico della Val Brembana» ma che ha già superato i confini vallari. Il nostro «oro giallo», infatti, da un anno è coltivato anche da un agricoltore a Claut, in provincia di Pordenone (Friuli). Chissà che, come altre nostre eccellenze, possa diventare ambasciatore della nostra terra: mai dire… mais.

(da Val Brembana Mag – dicembre 2025)

Al mulino di Cusio

Sabato 17 gennaio 2026

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