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Zona rossa anche per Foppolo: mai neppure un solo caso di CoViD

Lunedì, 15 marzo 2021

La vigente normativa, scritta frettolosamente a Roma con la pretesa di rispondere ad una situazione di emergenza CoViD, continua a mostrare i propri limiti e le proprie incongruenze.  La più evidente? Definire il livello di rischio delle località italiane non sulla base di aree limitate simili ed omogenee bensì banalmente con un criterio regionale.

Come noto da oggi la Lombardia torna in «zona rossa», con le prescrizioni più rigide che varranno sia per il congestionato centro di Milano come per Foppolo, a 58 chilometri da Bergamo e 116 da Milano, aria fine anche d’estate, il Comune più in alta quota della nostra provincia (tra i 1600 ed i 2000 metri di altitudine), 16 chilometri quadrati per 180 residenti prevalentemente anziani, un gioiello incastonato fra le montagne e ancora oggi perfettamente innevato.

«Ufficialmente abbiamo avuto solo una persona colpita dal CoViD, nel maggio dello scorso anno, che però fu contagiata lontana dal paese, mentre si trovava in un centro riabilitativo ed è poi guarita senza alcuna conseguenza». Gloria Carletti, sindaco di Foppolo, aggiunge con una punta di sarcasmo: «Sarà il distanziamento naturale, sarà la vastità del territorio: sta di fatto che, fortunatamente, il CoViD qui da noi, in questo anno di pandemia, praticamente non si è visto. Se poi ci sono stati asintomatici non lo sappiamo.

«Quando eravamo in zona gialla la gente è venuta in montagna, ma rispettando pienamente la normativa oltre ad un naturale distanziamento – rimarca il sindaco Carletti – e nonostante gli impianti di risalita fossero fermi, le nostre attività commerciali hanno potuto tirare un sospiro di sollievo. Niente di paragonabile, ovviamente, a quando le seggiovie funzionavano, ma meglio di nulla. Poi siamo passati in zona arancione rafforzato e tutto si è di nuovo fermato. Di fatto quasi nessuno è salito nelle seconde case».

«Ora andiamo in zona rossa, – conclude Gloria Carletti – una penalizzazione ancora maggiore per le attività commerciali. Vero che i casi di contagio sono in aumento e occorre avere la massima attenzione, ma forse le restrizioni andrebbero diversificate per zone o per periodi, per esempio limitate ai fine settimana». Concetto ripreso da Jonathan Lobati, presidente della Comunità Montana Valle Brembana, che lo scorso autunno aveva avanzato una proposta simile, caduta poi nel vuoto per mancanza di “volontà politica”.