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Valle Brembana: un anno senza Gino Galizzi

Nella notte tra domenica 29 e lunedì 30 marzo dello scorso anno, all’ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo, moriva Gino Galizzi, 60 anni, lasciando nella disperazione la moglie Isolina, il figlio Yuri, mamma Giuseppina e i fratelli Diego, Antonella e Fausta e nello sconforto un’intera Valle, che per tanti anni aveva saputo rappresentare in ogni contesto con dedizione ed amore.

Soffriva da qualche mese di una grave forma di pancreatite ed era stato ricoverato a lungo all’ospedale bergamasco, dove in un primo tempo aveva saputo reagire con il suo piglio del forte valligiano, ma successive complicazioni non gli avevano dato scampo.

Gino Galizzi viveva a Cornalita, frazione di San Giovanni Bianco, ed era, oltre che un autentico montanaro innamorato del nostro territorio ed un valente fotografo, un vero pioniere su internet, fondatore e webmaster del portale Valbrembana Web.

Aveva una vasta competenza di sentieri e piste da sci, percorsi instancabilmente alla ricerca di inquadrature ad effetto che hanno contribuito a formare un materiale documentario sterminato, spesso offerto ai valligiani con legittimo orgoglio, con il risultato di promuovere il suo territorio come mai nessun altro. Con analoghe finalità aveva avviato una rete webcam che ancora oggi racconta on line quotidianamente gli angoli più suggestivi e le bellezze della Valle Brembana.

Galizzi aveva lavorato alle Poste viaggiando fra Linate e Malpensa: dal furgone riusciva a controllare il computer di casa attraverso le frequenze radiantistiche, una tecnica fantascientifica per quei tempi. Lasciato l’impiego, Galizzi si era poi dedicato esclusivamente al suo sito web, all’interno del quale trovavano spazio anche le pagine dedicate alle attività commerciali della Valle Brembana.

Negli ultimi venticinque anni è stato protagonista in Valle Brembana di una vera e propria rivoluzione digitale, non solo per aver creato una raccolta incredibile di dati e migliaia di immagini in grado di raccontare di piste innevate e montagne con passione e competenza ed aver inserito nel suo portale una newsletter, un aggiornato calendario eventi ed un frequentato forum, ma anche e soprattutto per aver aperto le porte della rete a tutte le comunità della Valle attraverso la creazione di siti specifici per ogni paese, con storia, tradizioni, personaggi, eventi e tante, tante immagini significative.

Il giorno della sua morte la sua “creatura”, il sito ValbrembanaWeb del quale era stato l’ideatore, l’amministratore e responsabile, lo aveva salutato con queste commosse parole pubblicate sulla community: «stanotte ci hai lasciato pure tu!! Io voglio ricordarti così, come uno spirito libero, una persona che amava la valle Brembana, la montagna e la buona tavola. Le sciate, i reportage, le ciaspolate, le mangiate… resteranno bei ricordi che abbiamo condiviso e vissuto (quando il tempo me lo permetteva…), gli anni addietro, con altri amici e collaboratori del tuo forum!! Ti lascio con un grazie speciale e personale, che non avrà mai fine, ed il perché lo sai e saprai solo tu… Ciao Gino, fai Buon Viaggio, ora il drone o libellula come la chiamavi, non ti servirà più, sarai spiritualmente giorno e notte nella tua valle e sulle tue amate orobie».

Quale attuale direttore responsabile della testata giornalistica, vorrei chiudere con un personale pensiero riconoscente questo omaggio alla memoria di Gino Galizzi, che sarei stato profondamente onorato di conoscere e del quale posso solo tardivamente apprezzare le intuizioni, la tenacia, la creatività e l’instancabile entusiasmo dedicati a rendere giustizia e lustro alla nostra splendida Valle, un territorio che è impossibile non amare.

Con grande umiltà, nel rispetto di chi ha fondato e fatto grande questo sito, mi sono impegnato a proseguire la sua opera con sempre maggiore intensità nel solco tracciato da Gino Galizzi aprendo con entusiasmo, come egli avrebbe fatto, anche alle novità offerte dai tempi che viviamo.

Un anno senza Gino Galizzi, ma la sua creatura è ancora attiva e vitale così come era stata immaginata e voluta e proprio per il suo tramite egli continuerà a vivere.

Enrico Scarpellini

Martedì, 30 marzo 2021