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Valle Brembana: guerra ai piromani e lotta contro il dissesto geologico

Per gran parte della Penisola quella in corso è un’estate di fuoco, nel vero senso del termine. Caldo torrido e forti raffiche di vento hanno aiutato troppi piromani a porre in atto i loro insani progetti di desertificazione del territorio, spesso per trasformare terreni boschivi in edificabili o per destinarli a pascoli per i loro allevamenti intensivi.

Nei cinque anni che intercorrono tra il 2017 ed il 2021, ad esempio, nella sola Valle Brembana si sono contati 42 incendi boschivi, passando dai 13 del 2017 ai dieci di quest’anno, dopo un’annata senza roghi nel 2018.

In affiancamento a Vigili del Fuoco e Carabinieri Forestali, negli ultimi trent’anni, si è dimostrata preziosa l’incessante l’opera di prevenzione e di segnalazione svolta da oltre trecento volontari che fanno parte del Gruppo intercomunale di antincendio boschivo e protezione civile della Comunità montana Val Brembana, la cui azione copre un territorio di 37 Comuni.

Merito di una capillare azione educativa sul territorio se ogni colonna di fumo, ogni bagliore anomalo diviene subito oggetto di segnalazione ma la vera soluzione è la caccia senza quartiere ai piromani, ai loro mandanti ed alle loro coperture, troppo spesso criminali che restano impuniti.

Se gli incendi boschivi rappresentano un elevato costo per la comunità, soprattutto nei mesi estivi, non meno rilevanti sono i danni che ogni anno provoca il dissesto idrogeologico del territorio in tutte le stagioni, danni i cui costi gravano pesantemente sulle Amministrazioni comunali.

Purtroppo in Italia non si è ancora sviluppata una cultura della prevenzione, spesso si corre ai ripari dopo che i disastri si sono verificati e con rimedi temporanei, inadeguati ed il cui costo, sommato negli anni, supera quanto si sarebbe speso per un tempestivo ed unico intervento più razionale, organico e definitivo.

La caduta massi, che in questo periodo si sta moltiplicando in molte località della nostra Valle, sta notevolmente impegnando le finanze pubbliche costringendole a pianificare ed appaltare numerosi interventi di messa in sicurezza del territorio.

Un esempio su tutti: San Pellegrino Terme sta investendo oltre due milioni di euro destinati a tre grossi interventi legati alle criticità determinate dal dissesto idrogeologico ed a questo scopo destinatari di fondi messi a disposizione da Regione Lombardia

  • un milione e 300 mila euro costeranno i lavori di messa in sicurezza in frazione Santa Croce, sopra la zona abitata, dove ci sono creste e rocce pericolanti: i lavori verranno avviati entro quest’anno;
  • 620 mila euro sono il costo del progetto di posa di reti anti caduta nella zona dietro il casinò di San Pellegrino;
  • 140 mila euro per la messa in sicurezza della zona di via San Sebastiano, dove in caso di pioggia scendono detriti e pietre dalla ripida parete rocciosa alle spalle.

Giovedì, 19 agosto 2021