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Stagione invernale con il fiato sospeso

L’economia del Nord Italia non sembra rientrare, almeno nell’immediato, negli interessi primari del governo, impegnato a distribuire contributi mirati a pioggia e ad alleggerire il carico fiscale su alcune regioni del Sud. E nella Conferenza Stato Regioni che si è tenuta ieri i contrasti sono emersi puntualmente e con chiarezza, soprattutto sul tema della riapertura, con tutte le cautele del caso, degli impianti sciistici nelle aree alpine.

Sembra ormai certo che l’Esecutivo sia orientato a escludere, nel prossimo DPCM, la possibilità che si possa inaugurare quest’anno la stagione invernale sulle piste da sci: niente «vacanze sulla neve», viene detto dai cosiddetti “tecnici” paragovernativi, causa di troppi assembramenti e motivo di contagio.

Scelta questa che vede contrari, per ovvie ragioni, gli assessori sotto la cui responsabilità ricadono gli impianti a fune di Lombardia, Val d’Aosta, Piemonte, Veneto, Friuli Venezia Giulia e delle Province di Trento e Bolzano perché penalizzerebbe un intero sistema con gravi conseguenze anche sull’indotto economico, occupazionale e sociale per l’intero Paese, ma anche perché tutto il sistema turistico sta lavorando alacremente da tempo per l’avvio in sicurezza della stagione invernale, evitando assembramenti e contatti personali ad esempio con l’utilizzo di strumenti contact-less ai tornelli, l’ampliamento delle possibilità di acquisto online e di ritiro di skipass e degli abbonamenti stagionali senza il bisogno di passare da casse e uffici e riduzione del 50% della capienza per le cabinovie.

Dev’essere inoltre considerata la concorrenza dei Paesi vicini come Austria, Svizzera e Francia, dove ci sarebbe l’intenzione di garantire la stagione ed i cui impianti sono previsti aperti e funzionanti, con grave danno per le nostre più rinomate località turistiche.

Anche questa volta la gente bergamasca non si arrende: tutte le stazioni sci orobiche, nonostante l’incertezza, hanno deciso di prepararsi comunque all’apertura, con collaudi, manutenzioni, biglietterie automatiche e online, iniziando anche a sparare neve sulle piste.

L’assessore regionale al Turismo Lara Magoni è pessimista: «potrebbe rappresentare la pietra tombale per l’economia di interi territori». Se il governo decidesse di chiudere gli impianti, anche solo per le prossime festività, il presidente della Comunità Montana Val Brembana, Jonathan Lobati, si aspetta risorse vere per impiantisti, scuole di sci, operatori turistici, attività commerciali e per tutti i dipendenti stagionali.

A Foppolo Giacomo Martignon della Belmont Foppolo, gestore con la Sacif di Marco Calvetti, delle due seggiovie di Foppolo, assicura che tutto è pronto per una partenza in condizioni di sicurezza fin dal 5 dicembre, come previsto dalla concessione del Comune.

Biglietteria distaccata sul piazzale di Branzi e prevendite dei giornalieri anche la sera precedente sono alcuni degli accorgimenti anti assembramento previsti dalla «Sviluppo Monte Poieto» di Stefano Dentella che gestirà la Val Carisole e Piazzatorre. Nel caso di via libera da parte del Governo, resta invece incerto lo skipass unico nel comprensorio Brembo Ski (Foppolo-Carona), compresa l’apertura del Valgussera, in quanto le trattative tra i due attuali gestori sono ancora in corso.