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San Simone, la Baita del camoscio riparte. Con restyling targato Val Fondra (foto)

La Baita del camoscio – notissimo punto ristoro di San Simone, nella bellissima conca ai piedi dell’omonimo passo e nei pressi delle vecchie seggiovie Camoscio e Sessi – ha riaperto dal 17 dicembre. Dopo un periodo di chiusura l’inaugurazione con la nuova gestione e il rifacimento completo dell’interno, tutto made in Val Fondra.

A gestire il bar-ristoro Delia Midali di Valleve, con Paolo, Silvia Cattaneo e i gestori del rifugio Longo, Mattia Monaci e Giulia Cattaneo. Delia, titolare fino a poche settimane fa della trattoria Da Afra di Valleve, porta ora la sua esperienza più in alto, a servizio di escursionisti, ciaspolatori e scialpinisti. Tutta la conca, infatti, è notoriamente frequentata dagli appassionati del fuori pista. Come successo proprio nel giorno dell’inaugurazione: piazzale pieno di auto e amanti della neve un po’ ovunque. Torna, quindi, a rianimarsi l’ex stazione sciistica che, per iniziativa del Comune, sta tentando il rilancio, con un progetto presentato nei mesi scorsi in Regione. Già riaperto da alcuni giorni anche “Lo scoiattolo” nella nuova veste e pronto – dal prossimo anno – anche ad accogliere gli ospiti in alcune camere.

Delia Midali arriva dalla gestione della trattoria del Centro di Valleve, quindi un periodo al rifugio Dordona sopra Foppolo, poi la trattoria Da Afra e ora il Camoscio. Con un restyling da poco concluso tutto made in Val Fondra: la parte in legno di Damiano e Mario Midali, le decorazioni in ferro del presidente della Pro loco di Carona Marco Rubagotti, i dipinti di Irene Curti.

La “Baita del camoscio” sarà aperta anche domenica 18 dicembre, quindi da giovedì 22 dicembre tutti i giorni fino a Pasqua.

Silvia Cattaneo
Scialpinisti a San Simone
L’esterno della baita
Decorazioni in ferro battuto

Sabato 17 dicembre 2022