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Rischio concreto di spopolamento in Valle Brembana

Uno stillicidio che dura da decenni: ogni anno la Valle Brembana perde due o trecento abitanti, non solo per il trasferimento in altri luoghi o per la naturale mortalità di una popolazione mediamente “anziana” e la presenza di poche famiglie giovani, in particolare in alta Valle, ma soprattutto per un tasso di natalità fra i più bassi d’Italia che a sua volta detiene il record negativo in Europa.

In 12 comuni della Valle, tra cui Taleggio e Camerata Cornello, non si sono verificate nascite, negli altri ci sono stati poco più di cinque nati ogni mille abitanti, meno di quattro in alta Valle, su una media nazionale intorno ai sette.

E l’anno appena trascorso ha inferto un colpo durissimo contribuendo con la pandemia ad aggravare uno spopolamento che dura da decenni. Nei 37 comuni della Valle in un anno si sono persi seicento residenti, che sono passati complessivamente da 41126 a 40527, con un numero di decessi di 781. L’effetto devastante del CoViD si è fatto sentire soprattutto nei comuni più grandi, come Zogno, San Pellegrino e San Giovanni Bianco, dove i tassi di mortalità sono risultati doppi rispetto al passato.

Se la decrescita dovesse mantenere lo stesso attuale ritmo, i prossimi 20 mesi porteranno il numero di residenti sotto la soglia dei quarantamila e molti comuni, in futuro, potrebbero essere costretti a fare i conti con l’impossibilità di tenere aperte le scuole locali per il numero troppo esiguo di alunni.

Nell’alta Valle solo Piazza Brembana riesce a reggere, grazie al trasferimento di famiglie dalle località più a monte, mentre Carona è sotto la soglia dei 300 abitanti, Cusio e Valnegra stanno scendendo sotto le 200 unità: i venti Comuni da Piazza Brembana in su hanno registrato una diminuzione complessiva di residenti da 6.705 a 6.583, su un territorio vastissimo e ormai divenuto carente di servizi essenziali.

Il crollo demografico è consistente anche nelle località un tempo «argine» allo spopolamento, come San Giovanni Bianco che con i suoi attuali 4645 residenti compresi i 22 nuovi nati dello scorso anno è ormai lontanissimo dai 5100 residenti di non molti anni fa.

I dati forniti in questi giorni dalla Comunità montana Valle Brembana sulla consistenza della popolazione non lasciano spazio all’ottimismo ed è per interrompere il processo inesorabile di spopolamento che il presidente Jonathan Lobati avanza una proposta: dopo che la pandemia ha accentuato una situazione già drammatica, sarebbe ormai tempo di introdurre quelle che erano state definite Zone Economiche Speciali, beneficiarie di incentivi economici, per riuscire a sviluppare le necessarie infrastrutture, da una viabilità adeguata alla diffusione di reti digitali e, soprattutto, una seria defiscalizzazione delle Valli.

Nel nostro territorio montano la qualità della vita è più alta da un punto di vista dell’ambiente, della sicurezza e dei rapporti sociali, ma occorre incentivare la voglia e la possibilità di restarci, con la positiva conseguenza della conservazione o del ritorno di servizi che altrimenti resteranno insostenibili per la modestia del bacino di utenza.

Sabato, 27 marzo 2021