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Per la Paladina-Sedrina servono altri fondi

Se il terzo lotto della “Tangenziale sud di Bergamo”, il tratto fra Paladina e Sedrina, fosse stato messo in cantiere fin dal 2006, quando ne fu fatta la stima con riferimento al fabbisogno finanziario, i collegamenti con le valli Brembana e Imagna sarebbero già attivi da anni, con tutti i relativi benefici per le nostre località valligiane e ad un costo non superiore ai 90 milioni di euro preventivati.

Purtroppo il progetto è fermo con le quattro frecce da più di un anno ed i costi hanno raggiunto i 421 milioni di euro, quasi cinque volte rispetto a quelli iniziali, senza contare che ad oggi di milioni per completare l’opera ne mancano ancora almeno tre, secondo la stima della società Polter che dal 2018 sta curandone la progettazione su incarico della Provincia di Bergamo e con risorse economiche fornite dall’Anas. E quasi tre milioni dovrebbero essere riconosciuti anche alla Polter per portare a termine il progetto.

Dopo l’incontro della scorsa estate, il presidente della Provincia Gianfranco Gafforelli e il consigliere provinciale delegato alle Infrastrutture Mauro Bonomelli sono tornati in questi giorni a Roma per verificare se Anas fosse disposta a finanziare l’intero costo del progetto definitivo della Paladina-Sedrina: la risposta è stata più o meno la stessa, dilatoria, ma questa volta con la promessa che tra un mese Anas chiarirà se, dal punto di vista tecnico, il finanziamento potrà essere concesso, salvo il successivo via libera del Ministero dei Trasporti.

Dalla Valle il pressing non accenna a diminuire: Vittorio Milesi, sindaco di San Pellegrino, Carmelo Goglio sindaco di Olmo al Brembo e Giusialo Ghisalberti, vicesindaco di Zogno, hanno indirizzato alla Comunità Montana Valle Brembana una mozione per ottenere che i fondi versati annualmente dal Bacino Imbrifero Montano ai 37 comuni della valle, consistenti in uno o due milioni di euro, vengano dirottati a beneficio del completamento della progettazione del terzo lotto della Tangenziale.

A condizione che la “Polter” completi il progetto entro sei mesi, al fine di poter richiedere al governo l’accesso al Recovery fund o ad altri finanziamenti come lo “Sblocca cantieri” per il finanziamento di 421 milioni di euro necessari per l’intera opera.

I Comuni della Valle Brembana sono disposti a rinunciare al finanziamento di opere minori sul proprio territorio, per poter ottenere un beneficio maggiore, ossia vedere completata un’opera fondamentale per la viabilità e l’economia delle Valli brembana e Imagna. Ovviamente una tale soluzione dovrà essere approvata dalla Comunità montana, ma è certo che sarebbe un segnale importante alla Provincia e al governo centrale sulla centralità di tale opera per l’intera Valle.

Giovedì, 25 marzo 2021