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Non si spengono le polemiche sull’Ospedale di San Giovanni Bianco

Mentre al Pirellone la Regione è al lavoro per definire il destino della Sanità lombarda, sul territorio gruppi di residenti in Valle si stanno organizzando per dare vita il prossimo 7 agosto ad una manifestazione “pro Ospedale di San Giovanni Bianco”, con annessa distribuzione di volantini illustrativi delle posizioni del comitato promotore, senza colore politico, coordinato da Massimo Ferrandi.

Alex Galizzi, consigliere regionale della Lega, ricorda come lo scorso 7 luglio, alla Green House di Zogno, in una riunione alla quale hanno partecipato Giovanni Pavesi, Direttore Generale della Sanità Lombarda, Beatrice Stasi, Direttore Generale ASST Papa Giovanni XXIII, Massimo Giupponi, Direttore Generale ATS di Bergamo, Giambattista Brioschi, Coordinatore del Gruppo di Lavoro per l’Ospedale di San Giovanni Bianco, Lara Magoni, Assessore Regionale, lo stesso Alex Galizzi ed alcuni sindaci della valle, la Lombardia aveva già assicurato la massima attenzione per i problemi dei presidi montani, compreso San Giovanni Bianco, evidenziando tutto quello che si sta facendo nonostante le grandi difficoltà dovute al reclutamento di medici specialistici per il potenziamento dei servizi.

«Risolviamo i problemi, perché è questo che la gente chiede», un invito, quello di Galizzi, alla collaborazione e non alla contrapposizione, nell’interesse dell’intera Valle ed a salvaguardia di un Ospedale che deve continuare a svolgere la sua funzione essenziale di punto di riferimento sanitario del territorio.

Ci è così parso utile, al fine di chiarire il quadro delle posizioni espresse in merito al futuro dell’Ospedale, chiedere il proprio punto di vista sull’intera questione a Massimo Ferrandi, membro del comitato spontaneo che ha promosso la manifestazione popolare in programma a San Giovanni Bianco per il prossimo 7 agosto, ad alcuni anni dalla precedente iniziativa di protesta a seguito della riduzione dell’operatività del locale Ospedale e del progressivo accentramento di determinati servizi al Papa Giovanni XXIII di Bergamo.

«La chiusura del punto nascite ha privato la Valle di un servizio essenziale, costringendo le puerpere a spostarsi al capoluogo da Foppolo, Piazzatorre, Roncobello e tutte le località dell’Alta Valle, così in Valle Seriana dopo la chiusura dei reparti maternità di Piario e Alzano, ma la situazione di San Giovanni Bianco si complica considerando che sono stati ridimensionati reparti come la pediatria, aperto solo qualche ora e solo nei giorni feriali, la cardiologia, la chirurgia dove manca un anestesista disponibile 24 ore su 24, l’ortopedia aperta solo fino alle 17,30 del venerdì pur essendo zona di montagna con picco del turismo proprio nei giorni festivi».

«Per la Valle avere un Ospedale di comunità significa avere a disposizione medici per tutto l’arco della giornata, infermieri professionali per coprire tutti i turni, e reparti dimensionati sulle effettive necessità del bacino di utenza».

A parere di Massimo Ferrandi, il progressivo ridimensionamento dell’Ospedale di San Giovanni Bianco è frutto di una decisione politica della Regione Lombardia quando era sotto la guida di Roberto Maroni, che volle spingere su un sistema sanitario misto pubblico-privato, ma con una tendenza a privilegiare quest’ultimo.

«A ottobre è prevista dalla Regione la riforma sanitaria – sottolinea Ferrandi – e se il territorio non reagisce e non si fa sentire la situazione potrebbe anche peggiorare, con una preoccupante accelerazione del degrado della sanità pubblica».

Per concludere, Ferrandi rivela qualche particolare sull’imminente manifestazione di agosto a San Giovanni Bianco: «A svolgere il servizio d’ordine ci saranno prevalentemente ex carabinieri ed ex uomini in divisa, nessun sindaco dovrà presentarsi con la fascia d’ordinanza, non ci dovranno essere bandiere o striscioni di partito e non ci sarà spazio per alcun discorso politico, ma solo ed esclusivamente i cittadini della Valle».

In conclusione è del tutto evidente che se si vuole scongiurare lo spopolamento della montagna la prima preoccupazione delle istituzioni dovrebbe riguardare la fornitura di servizi che il nostro stile di vita considera essenziali, primo fra tutti un servizio sanitario efficiente, funzionale, adeguato, continuativo e professionale.

Venerdì, 23 luglio 2021