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San Giovanni Bianco: code e pedoni investiti, ma per la variante mancano i soldi. “Ora vigili e segnaletica”

Maxi code, a salire, nei fine settimana. E poi pedoni investiti, anche gravi, l’ultimo nella mattinata di martedì 30 agosto, davanti alla chiesa parrocchiale. Servirebbe la variante in galleria, ipotizzata da Anas negli anni Novanta del secolo scorso, poi c’è una bozza di progetto depositata in Provincia nel 2010. Ma i soldi – almeno 60 milioni di euro 12 anni fa – non ci sono.

Per attraversare l’abitato di San Giovanni Bianco, spesso, il sabato mattina, serve mezzora. Dopo che, nel novembre scorso, è stata aperta la variante in galleria di Zogno, le code del weekend, in salita, si sono spostate proprio all’ingresso del paese di Arlecchino. Con file che – spesso – arrivano anche alle gallerie Costone 1 e 2: almeno un chilometro di auto. Con tempi di percorrenza intorno alla mezzora. Si tratta del turismo del fine settimana, diretto in alta valle. Sabato molto intenso. Che incontra chi, a San Giovanni Bianco, deve attraversare il centro paese, dal ponte Nuovo (poco utilizzato finora il ponte di Arlecchino) o i pedoni in piazza Martiri. Inevitabili gli stop e i rallentamenti che provocano appunto code lunghissime.

Ma il tratto di strada statale da via Ceresa a via Piazzalunga è stato teatro negli ultimi anni anche di tanti incidenti e investimenti pedonali. Resta critico, in particolare, il tratto dalla curva nei pressi della Smi al ponte sull’Enna: qui la strada è stretta e il transito contemporaneo di due camion molto difficoltoso. Martedì mattina 30 agosto l’investimento pedonale di una sessantaduenne del paese, davanti alla parrocchiale.

Il tratto di strada dove il 30 agosto è stata investita una donna

“SEGNALIAMO LE STRISCE E SERVONO I VIGILI URBANI”

Intanto, sul web, c’è chi chiede una segnalazione luminosa delle strisce pedonali (da ritinteggiare) davanti alla chiesa, da porre prima della curva. E chi una maggiore presenza dei vigili urbani.

Lontanissima la variante in galleria che risolverebbe buona parte dei problemi: nel 2010 il Comune depositò in Provincia una bozza di progetto (supportata da analisi geologiche) della nuova strada: dovrebbe partire dalle Tre Croci e con tre gallerie (fino alla Val Grande, quindi davanti all’ex cementeria e poi fino all’attuale rotatoria del ponte di Arleccino) arrivare dopo due chilometri a nord del paese. Costo stimato di allora 60 milioni di euro. Cosa costerebbe ora? Il Comune aveva chiesto lo scorso anno un finanziamento statale tramite il Piano nazionale di ripresa e resilenza (Pnrr). L’opera è nel piano provinciale, ma non tra le priorità fino al 2025.

Mercoledì 31 agosto 2022