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L’addio al Gigio di San Giovanni Bianco. La sua barba andò all’asta per i poveri

Era il 14 agosto del 2001. In una stazione autobus straripante di gente sei “barbe” storiche della Valle Brembana si apprestavano a sacrificare il loro “onor del mento” per solidarietà. Tra quelle all’asta la più famosa e ambita era sicuramente quella di Egidio Prandi, conosciuto come Gigio. Quella serata, a San Giovanni Bianco, divenne un po’ storica: la barba del Gigio, lunga mezzo metro, venne tagliata. Così le altre, e si raccolsero ben oltre i tre milioni di lire che ci si era prefissati per aiutare due missionari, uno caro proprio a Egidio, padre Giovanni di Camerata Cornello, in servizio in Perù.

Mercoledì 2 febbraio Egidio Prandi se n’è andato a 75 anni. E’ stato trovato morto nella sua casa di via Donizetti. Operaio alla Cartiera Cima di San Giovanni Bianco, era parte del club “Barbe storiche di Bergamo”. Era stato ospite a trasmissioni televisive nazionali, come “Quelli che il calcio”, sulla Rai, e quella serata in cui la barba gli venne tagliata fece il giro dei media locali e nazionali. Il 4 febbraio, alle 10, saranno celebrati i funerali, partendo dalla chiesa di San Rocco, dove la salma è composta.

Così lo ricorda l’amico Mario Micheli: “Sei stato per molti il punto di riferimento lassù in Cancervo dove accoglievi tutti alla tua baita, a volte per trovare riparo, a volte per cercare ristoro, a volte per far baldoria con gli amici, a volte anche solo per il gusto di passare per un saluto. Accoglievi tutti, non ti ponevi domande del perché o del per come. La folta barba era il tuo vanto, ti distingueva da tutti gli altri e questo ti piaceva un sacco, non posso dimenticare quando ti proposi di mettere all’asta la tua bella barba, sgranasti gli occhi, e poi con una fragorosa risata mi dicesti che solo per tre milioni di vecchie lire da consegnare a padre Giovanni per la sua missione in Perù avresti potuto prendere in considerazione il taglio! Detto, fatto! Abbiamo organizzato l’asta delle barbe famose in una calda serata estiva alla stazione straripante di pubblico curioso, attirato dall’originale evento, televisioni locali e nazionali a riprendere l’impresa”.

“Ricordo le tue apparizioni al carnevale con curiosi travestimenti – continua Micheli – e poi con il club delle barbe di Bergamo, alle partite dei grassi contro i magri, sempre per solidarietà, la partecipazione in Rai a “ Quelli che il calcio “ col Gigio de legn, un burattino di legno che era la tua caricatura. Grazie Gigio, adesso lassù siete in due con la barba lunga e bianca e sono sicuro che Lui, il Capo, sarà un po’ geloso di quella barba che ha fatto tante cose buone e belle”.

In baita al Cancervo

Giovedì 3 febbraio 2022