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La voragine di Santa Brigida

Loris Cattaneo, proprietario della falegnameria con vista sulla voragine di Santa Brigida, è molto preoccupato per la situazione di pericolo che si è venuta a creare con gli ultimi smottamenti ma ancora più irritato per l’apparente inerzia di troppi che per troppo tempo hanno sottovalutato il problema. Al social network più diffuso in Italia Cattaneo ha affidato poche ore fa un lungo post con il quale tratteggia la storia di questa voragine ed esprime la speranza che si attuino nel più breve tempo possibile tutti quegli interventi necessari per mettere in sicurezza la zona, prima che sia troppo tardi.

«Seconda metà anni 70 qualcosa ricordo – scrive Cattaneo -, anni 90 i primi segni, poi novembre 2019 ed infine giugno 2021 è storia recente che a sprazzi ho cercato di documentare, ma ora la cosa mi preoccupa parecchio e seriamente».

«Le cave di gesso sotto i nostri piedi sono ormai ferme dagli anni 80, io avrò avuto 7 o 8 anni e mi ricordo ancora i forti botti che rimbombavano e il tremolio dei vetri delle finestre quando sparavano le mine per poter estrarre il gesso con quegli autocarri da cava gialli. Uno l’ho rivisto mezzo arrugginito abbandonato all’interno insieme ad una jeep “campagnola”, quando da ragazzino poco più che quindicenne con due amici, il mio cagnolino  e mio fratello ci siamo addentrati all’interno delle cave muniti di pile e batterie di scorta e tanta curiosità».

«Ricordo la via principale, immensa: ci avranno circolato i camion anche in doppio senso di marcia, penso, con poi le varie diramazioni secondarie quasi tutte ostruite con montagne di terra fin quasi in cima alla volta. Su alcune di queste ci arrampicavamo e in alcuni punti lanciavamo dei sassi e si sentiva in profondità l’impatto degli stessi con corsi o pozze d’acqua».

«Quanto ha scavato quest’acqua in 40 anni? E quanto “oro bianco” per qualcuno, ma al prezzo di preoccupazioni, paure per i bambini e per le persone più anziane, quelle che già allora temevano le future conseguenze perché sapevano che la Natura il conto lo presenta sempre, prima o poi».

«Negli anni 90 I primi avvallamenti sul terreno di mia proprietà – racconta Cattaneo -, ripristinati di volta in volta a mie spese con materiale di riporto. Poi in tempi più recenti i danni si sono manifestati appena a valle del mio terreno, sulla strada provinciale dove in meno di una settimana si apre una voragine per la quale si interviene con una “pezza”, un rimedio non risolutivo che è già qualcosa rispetto al nulla riservato al terreno privato».

In realtà il problema non è affatto risolto e per la falegnameria di Loris Cattaneo si stanno preparando tempi ancora peggiori. E’ il mese di novembre 2019 quando la situazione viene segnalata agli uffici comunali, senza tuttavia che venga adottata qualsiasi forma di intervento: un nuovo fronte comincia a dare segnali preoccupanti di sprofondamento, dovuti probabilmente alle frequenti piogge.

Uno di questi segni evidenti è un’erosione del terreno intorno ad una pianta di noce che passa dall’inverno 2019 alla primavera 2020 da un diametro di un metro ad una decina di metri, dopo lo scongelamento e l’assestamento fisiologico del terreno. L’albero inizia ad inclinarsi su un fianco mentre il fronte di sprofondamento finisce per raddoppiare il perimetro ed avvicinarsi oggi ai 25 metri.

«So che il mio è un terreno privato – si sfoga Cattaneo – che però è confinante con la strada provinciale che collega Santa Brigida a monte con due paesi e a valle col resto del mondo, un tracciato che ha già dato qualche avvisaglia: io qua sopra ho un’attività lavorativa con la quale mantengo la mia ed un’altra famiglia, e non vorrei che qualcuno trovasse più semplice chiuderla per rischio “sprofondamento”, giocando a scaricabarile tra Comune, Provincia, Regione, o altri».

«Intanto il tempo passa e la situazione peggiora di giorno in giorno: ci hanno perfino vietato di riversare materiale all’interno della voragine sulla nostra proprietà perché la situazione potrebbe aggravarsi ed è necessario eseguire preventivamente studi geologici. Studi che sarebbe stato opportuno avviare fin dal novembre 2019, quando conoscendo la zona e la sua storia segnalammo le prime avvisaglie».

«Questa settimana qualcuno è arrivato, ha monitorato per quella giornata con delle sonde conficcate nel terreno, ora si devono elaborare i dati raccolti per cercare di comprendere il reale stato del sottosuolo. Mi auguro vivamente che si faccia in fretta a capire, ma soprattutto ad agire perché di tempo se n’è perso fin troppo, perché ogni acquazzone da oggi in avanti rappresenta una minaccia seria e preoccupante per la mia falegnameria, il nostro lavoro e per la strada provinciale: un biglietto da visita poco attrattivo per Santa Brigida».

Sabato, 19 giugno 2021