Il portale della Valle Brembana e delle Orobie

Home Redazionale Notizie dalla Val Brembana Il Don Palla di Piazza Brembana: un esempio

Il Don Palla di Piazza Brembana: un esempio

Sono stati nove mesi difficili, quelli appena trascorsi e che verranno associati da tutti alla tragedia della pandemia di coronavirus. Ne parla il presidente della fondazione Don Stefano Palla di Piazza Brembana, ripensando all’esperienza vissuta dalla comunità che vive e lavora all’interno di quella struttura: «Il CoViD non deve farci diventare un’isola – osserva Michele Jagulli – il Don Palla è parte viva del territorio dell’Alta Valle e continueremo a mantenere con tutto il nostro impegno questo legame».

I primi mesi dell’emergenza sono stati vissuti nella cura assidua ai malati, nella paura del contagio e nel profondo dolore di ogni singola morte, problemi ai quali si sono aggiunte le difficoltà organizzative ed economiche e la necessità di immaginare quali miglioramenti apportare per il futuro.

Un locale dedicato allo stoccaggio dell’ossigeno, la realizzazione di un ascensore a misura di lettiga e la creazione di cinque nuovi posti letto in un’area riservata fanno parte di questo progetto di adeguamento della struttura alle nuove esigenze.

In questo periodo di limitazioni, la mancanza dei familiari e dei volontari appesantisce ulteriormente lo stato d’animo del personale sanitario che non riesce a colmare i vuoti affettivi dei quali soffrono gli ospiti della RSA nonostante tutta la dedizione, le attenzioni e le assidue cure ricevute.

In questo quadro s’inserisce una lodevole iniziativa del reparto adibito a hospice: i familiari dei degenti possono avere accesso e rimanere anche la notte con il proprio parente ricoverato, dopo essersi sottoposti a un tampone rapido. Da alcuni mesi nello staff del Don Palla è inoltre presente anche la figura dello psicologo, per individuare nuove forme di interazione e di condivisione emotiva, così da poter affinare la relazione di cura per renderla più empatica, più premurosa.