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Vocazione turistica della bergamasca: sappiamo valorizzarla?

Bergamo e la sua provincia forse non figurano nell’atlante mondiale delle località turistiche maggiormente frequentate, eppure il capoluogo è considerato a tutti gli effetti “città d’arte”, la sua caratteristica divisione fra città bassa e città alta l’ha resa universalmente nota.

E Bergamo non è solo l’incontro suggestivo di un borgo medioevale cinto da mura venete con una cittadina moderna e vivace ai suoi piedi: intorno a sé dispone di una verde e rigogliosa pianura, di colline ricche di boschi e di sentieri, di monti ben conosciuti dagli escursionisti, di villaggi in pietra viva che restituiscono intatto il sapore di epoche remote e di una vita semplice a misura d’uomo che ormai altrove si sta perdendo.

Pianura, collina, valli, fiumi, laghi e montagne: manca solo il mare, che pure nel periodo triassico, 220 milioni di anni fa, circondava il territorio orobico e qui ha lasciato innumerevoli fossili marini, conservati nei Musei bergamaschi. Bellezze naturali e paesaggistiche, quindi, ma non solo, perché folklore, tradizioni popolari, villaggi carichi di storia e vestigia di un glorioso passato posseggono ancora tutta la loro attrattività.

La bergamasca può offrire molto ad un turista evoluto come ad uno mordi e fuggi: la visita dei luoghi donizettiani, quelli legati al risorgimento ed ai Mille, l’Accademia Carrara ed il Museo d’Arte Moderna, i santuari ed i luoghi di culto, la casa natale di Papa Giovanni XXIII, l’abbazia di Pontida, quella dove nel 1167 fu fondata la Lega Lombarda contro il Barbarossa, Cornello dei Tasso dove prese forma il primo Servizio Postale, i gioielli del liberty di San Pellegrino, le molte fonti termali da Trescore fino a Bracca e San Pellegrino.

Occasioni ghiotte per gustare la semplice nostra cucina tradizionale nei cento locali tipici sulle nostre montagne o nelle trattorie in riva ai laghi o sugli argini dell’Adda, del Brembo e del Serio, oppure degustare in collina un bicchiere dei nostri corposi vini da pasto o il più raffinato moscato di Scanzo.

La bergamasca offre alternative per tutti i gusti, basta saperle trovare e scegliere, e su questo versante molto non è stato fatto in tutti questi anni e molto al contrario si potrebbe fare per valorizzare un territorio così generoso: iniziative che coinvolgano a livello turistico, sportivo, culturale, artistico, anche ricorrendo a testimonial di richiamo, lancio di concorsi e tornei di vario genere, caccia al tesoro, manifestazioni folkloristiche e gare di ballo, cinema all’aperto e spettacoli di burattini, l’unico limite dev’essere la fantasia.

L’Italia costruisce il suo PIL soprattutto grazie al turismo ed alla relativa filiera, ma oltre alle sue località costiere conosciute in tutto il mondo ed alle sue celebrate città d’Arte come Roma, Venezia, Firenze, Torino, Milano e Matera, può offrire un intero territorio come la bergamasca, che sente di poter puntare sullo sviluppo turistico per assicurarsi un avvenire migliore.

Mercoledì, 30 giugno 2021